Tarna

Young woaman with a great destiny. Quick and agile thief, master in the art of disguise [Italiano]

Description:

Descrizione fisica

Tarna è decisamente bella, i suoi lineamenti sono sottili: i suoi occhi grandi e leggermente obliqui, gli zigomi sono pronunciati e le sopracciglia sono sottili e nere, il naso è piccolo e appuntito e le labbra sottili, i suoi capelli sono rossi come il fuoco e lisci, sono lunghi dai 20 ai 30 cm e li tiene spesso fermi dietro la nuca con delle spille di argento o, quando ha voglia di farsi l’acconciatura, se li sistema a caschetto.
Il suo corpo è sinuoso e armonioso, molte donne lo invidierebbero: pelle ramata e liscia come la seta, magra ma non troppo, chi se ne intende capisce subito che è un’atleta e non una “dama di corte”, il seno è medio, la vita stretta e i fianchi poco più larghi, le sue cosce sono muscolose e sode ei suoi glutei altrettanto; la sua … coda… è lunga circa un metro e venti, è più chiara della sua pelle, ed assomiglia a quella di un topo se non per due sporgenze romboidali appena accennate sulla punta, in realtà queste sporgenze sono coriacee e ciò gli permette di usare la coda per infliggere dolorose sferzate.
p. Sicuramente l’abbigliamento di Tarna è la cosa più mutevole che si possa immaginare, ogni giorno è una persona diversa siccome il suo mestiere le impone di cambiarsi spesso; ha un fornito guardaroba nella sua stanza sotterranea della “Corona di ferro” dove ora alloggia. Unica costante nell’abbigliamento sono i suoi “abiti comodi” (come li chiama lei)che porta spesso sotto gli altri vestiti; il tutto consiste in un corpetto aderente di cuoio, cintura porta oggetti con borsello e un paio di alti stivali di pelle morbida che gli arrivano a metà coscia con rinforzo di cuoio dalla caviglia al ginocchio, su ogni stivale all’altezza del pompaggio si trova un piccolo vano dedicato a due coltelli da lancio che porta sempre con se; il tutto viene coronato da diversi lacci di pelle che fungono da sostegno per altri oggetti(come il suo inseparabile flauto) e nonché come sostegno per il seno; questo è il suo concetto di comodità che và totalmente in contrasto con il comune senso del pudore(retaggio demoniaco), molte delle zone erogene che comunemente una donna coprirebbe con gli indumenti rimangono in bella vista rendendo la sua immagine molto provocante.
Anche quando è travestita indossa il maggior numero possibile di questi “abiti comodi” (siccome si posso considerare alla stregua di abiti intimi), li tiene con molta cura, li ripara spesso e li tiene in ottimo stato; per lei sono molto più importanti di quel che si possa immaginare, il suo attaccamento a questo tipo di abbigliamento è quasi morboso: tra le mille forme che può assumere quella è la sua forma normale, solo mentre indossa questi abiti si sente veramente se stessa e si stente veramente a proprio agio, per questo li chiama “abiti comodi”.
Il fatto che preferisca vestirsi in questo modo è dovuto anche al fatto che ha la coda e con questo tipo di vestiario nulla ne impedisce il movimento che normalmente è ondulato e sinuoso. Quando è travestita arrotola la coda attorno ad una gamba e la camuffa con gonne, pantaloni o abiti larghi e ,a volte, quando gli è necessario scoprire le gambe, se la arrotola attorno alla vita a mò’ di cintura camuffandola con la tunica o con una stola si seta annodata su di essa Quando è in missione e non ha intenzione di farsi notare, indossa una serie di protezioni di metallo brunito e di cuoi bollito sugli arti che di solito espone con il suo agile stile di combattimento ovvero braccio sinistro, gamba sinistra, spalla destra, sagomato; il busto è parzialmente protetto dai suoi “abiti comodi” che essendo di pelle forniscono un limitato grado di protezione, le altre parti del corpo rimangono scoperte per permettergli di compiere le sue agili manovre; infine porta con se uno zaino di pelle pieno zeppo di attrezzi adatti a raggiungere i luoghi più inaccessibili: corda, rampino, piede di porco, attrezzi da scassinare, eccetera…Lo zaino moderatamente pesante se lo si guarda addosso all’esile figura di Tarna ma lei non sembra nemmeno notare il suo peso quando compie i suoi acrobatici balzi; questo è dovuto alla sua innata forza demoniaca.

Descrizione psicologica

Tarna è una ragazza tutto pepe!
Il suo temperamento è forte, istintivo, irascibile e vendicativo, chi la conosce sa bene che ci sono cose delle quali non bisogna mi parlargli, come della sua coda e la sua famiglia , i pochi che ne sono a conoscenza sanno che è un argomento che tenta di evitare e quando questi argomenti vengono tirati in ballo forzatamente lei reagisce malomodo spesso venendo alle mani o, quando non è possibile, vendicandosi in qualche altro modo subdolo.
Altra cosa sulla quale non bisogna scherzare sono le sue capacità intellettuali, Trana non è mai stata una cima, ma nonostante ciò si ritiene una persona molto sveglia e in grado di imparare qualsiasi cosa se trova la volontà di farlo.
Tarna adora le sfide e le scommesse e non si tira mai indietro se qualcuno le propone una gara, di qualsiasi genere! È capitato addirittura che vincesse qualche sessione di braccio di ferro, nonostante il suo fisico esile i suoi muscoli sono molto più forti di quello che ci si poterebbe aspettare… retaggio demoniaco; inoltre adora il gioco d’azzardo e spende buona parte dei suoi risparmi in case di gioco e scommesse su delle gare, conosce molto mene l’ambiente ma nessuno conosce lei siccome spesso si traveste nei modi più disparati per non farsi riconoscere in pubblico.
Per quanto riguarda gli amici Tarna è una persona d’oro, nonostante il suo atteggiamento rude, scostante e provocatorio considera moltissimo gli amici fidati e a volte concede favori ancora prima che vengano chiesti; è capitato che un membro della Corona aveva perso un coltello e una corda nel giardino della casa di un nobile nella quale aveva sistemato delle false prove per un caso di corruzione in corso, il ritrovamento degli oggetti smarriti avrebbe messo in dubbio l’autenticità delle prove… Tarna, appresa la notizia andò subito a recuperare il pugnale in pieno giorno e lo riportò al suo possessore; egli gli fu eternamente grato per avergli evitato una pessima figura davanti a tutti, gli sarebbe potuta costare caro.
Per quanto riguarda gli sconosciuti Tarna è molto scontrosa, odia le persone che le rivolgono la parola senza prima accertarsi di avere il permesso di farlo, se un passante gli chiede informazioni spesso Tarna risponde con una oscena imprecazione e continua per la sua strada. Nonostante questi lati esplosivi del suo carattere Tarna si sa controllare anzi è un’ottima attrice!
E’ in grado di recitare la parte della nobildonna di corte come quella della piccola e umile contadina, quando è in missione spesso ricorre a meschini stratagemmi per ottenere informazioni, molte sono state le volte nelle quali è corsa a piangere dalle guardie, inseguita da un uomo al quale aveva appena sfilato il borsello ed e quasi sempre riuscita a farla franca. Tarna ha uno strano concetto di normalità, vive con le sue convinzioni di cosa sia giusto e di cosa sia sbagliato e spesso crea imbarazzo con le sue affermazioni fuori luogo o le sue domande stupide; questo spesso la fa apparire più ottusa di quel che non sia veramente.
Una grossa anomalia rispetto al normale modo di comportarsi è la sua totale mancanza di senso del pudore: per questo è una delle principali attrazioni della gilda! Sembra che il fatto di vedere un corpo nudo o di mostrare il suo non gli provochi il ben che minimo imbarazzo, questo non vuol dire che non gli diano fastidio i maschi che cercano in tutti i modi di “passare di li per caso” quando si cambia( o situazioni simili).
In generale si può dire che in pochi conoscano Tarna veramente, siccome di rado fa intravedere il suo reale modo di essere; solo chi gli ha dimostrato di essere un degno amico conosce la vera Tarna e molti di questi la trovano decisamente strana!

Bio:

Tarna: Cronologia della vita

Anni 2: I primi ricordi di Tarna, vive con i nonni paterni per qualche anno a Radigast City.
Anni 4: I genitori Gwenna e Gilian comprano casa nel quartiere nord della città.
Anni5-8: Tarna viene mandata a scuola, grazie al nuovo redditizio lavoro della madre all’Administrator circe e le successive promozioni del padre che diventa ufficiale della Guardia cittadina di Radigast; impara a leggere, a scrivere e a parlare in maniera cortese.
Anni 9-12: Tarna inizia a diventare una bambina un po’ troppo vivace, inizia a non andare a scuola e a fare molti capricci; i genitori sembrano incapaci di sgridarla e di metterla sulla retta via, ogni volta che Tarna vuole qualcosa la ottiene e questo la rende molto egoista e piena di sé.
Inizia ad avere i primi problemi a stringere amicizie, i bambini della sua età sembrano provare una sorta di repulsine per lei; questo la spinge sempre di più verso le strade e inizia a frequentare bambini dei quartieri poveri che non vanno a scuola e con i quali si trova molto più a suo agio.
Anni 13-16: L’adolescenza segna un profondo cambiamento in Tarna, primo di tutti le spunta la coda…(si, la coda!); lei prova a più riprese a tagliarla provocandosi gravi ferite, inizia a passare le notti fuori casa e torna con abiti diversi da quelli con cui era partita, spesso sporchi.
Si unisce ad una banda di teppisti che scorrazza per la città e compie i suoi primi furti, ormai la scuola è l’ultimo dei suoi pensieri.
I genitori come sempre non riescono a far tornare Tarna sulla retta via e iniziano a subirne le conseguenze; si rendono conto che la figlia “adottata” ha qualcosa che non và, quando parlano con lei non riescono a provare altri sentimenti che non siano comprensione e sostegno per la figlia, nonostante ciò quando lei non c’è riescono tranquillamente a parlare e formulare pensieri liberamente; si rendono conto che Tarna ha dentro di se qualcosa di magico e terribile.
Anni 17: Tarna è ormai fuori da ogni controllo, i genitori sono schiavi dei suoi poteri e acconsentono ad ogni sua richiesta se nza porre obiezioni.
Cerca risposte sulla sua coda che ormai ha lasciato crescere, ormai è lunga un metro e per nasconderla la avvolge attorno ad una gamba, siccome cerca di evitare il contatto con i genitori essi non ne sono ancora al corrente.
Si rivolse ad un saggio fuori città che fu molto interessato alla sua coda (e anche a quello che c’era sotto di essa); gli disse che la coda non era ne una malattia ne u sortilegio, ma che la coda era dovuta al suo sangue, sangue di demone, succubus per la precisione, ovvero della peggior specie!Sangue che scorreva nelle sue vene!Egli gli disse che uno dei suoi genitori doveva essere stato di sicuro un demone; siccome ne Gwenna ne Gilian erano demoni con la coda, Tarna ne dedusse che fosse stata adottata.
Garazie ai consigli di questo mago, Tarna imparò ad usare in minima parte i poteri del suo sangue e a convogliarli in piccoli incantesimi.
Ormai era quasi una donna ed era molto affascinante, iniziò a frequentare compagnie poco raccomandabili nelle taverne più malfamate di Radigast, il suo passatempo preferito era diventato quello di sfruttare gli uomini e ammaliarli con il suo fascino e i suoi poteri per poi farsi offrire da bere o addirittura comprarsi vestiti, gioielli o semplicemente per derubarli; nessuno tentava mai abusare di lei siccome con i suoi poteri placavano i loro intenti e se ne va indisturbata.
Anni 18:La situazione famigliare è fuori controllo, i genitori ormai sono ombre senza volontà e iniziano a risentirne anche fuori casa commettendo gravi errori che segnano per sempre la carriera di entrambe.
Poi una mattina Tarna torna a casa dopo una notte passata a divertirsi e a ammaliare qualche malcapitato in taverna… i genitori di Tarna sono stranamente a casa… iniziano con tono pacato a dire che per colpa sua Gwenna aveva perso il lavoro all’Administrator circle.
Tutto d’un tratto la madre si libera del giogo di Tarna e rompe l’incantesimo; inveisce contro sua figlia dicendogli in pochi minuti tutto quello che non era mai riuscita a dirgli in una vita, gli riversò addosso anni di parole trattenute e urla mai gridate, gli diede della puttana e gli disse che era colpa sua se lei non aveva più un lavoro, perché il buon nome della famiglia Murray(il nome di famiglia del padre) gli disse che si vergognava di aver cresciuto una figlia così e gli disse cose che una madre non dovrebbe mai dire ad un figlio…
Tarna rimase traumatizzata dall’accaduto, non perché sua madre gli avesse confessato di non essere tale, o perche gli avesse dato della puttana, in fondo ci era abituata(pur essendo ancora vergine); quello che la turbò fu semplice fatto che qualcuno gli avesse urlato contro… non aveva mai provato quella sensazione e ciò mando in frantumi il suo ego; in preda al panico la coda gli iniziò a vibrare a destra e a sinistra rivelandola involontariamente ai suoi genitori.
Il padre, vedendo la coda capì subito che la sua amatissima figlia adottiva era una mezzosangue, sangue di demone… anche lui si liberò dal giogo e con poche parole concise cacciò fuori casa la figlia.

Tarna scappò senza una meta precisa, in preda alla confusione scappò fuori città; questa fu la sua ultima scappatella, incontrò un gruppo di banditi che la catturarono e la resero schiava. La deportarono a Riftcragg, e durante il tragitto venne violentata più di una volta, dopo l’estenuante viaggio diventò la “donna di tutti” di una delle tante bande di questa brulicante città.

Al buio, chiusa in una stanza sotterranea, accasciata su di un letto sporco di sperma e sangue, ferita, nel corpo e nella mente, piena del seme di decine di depravati criminali… senza più nemmeno un briciolo di dignità… ridotta quasi ad un vegetale inerme dalle botte…fu allora che iniziò a vedere…

Vedere! In tutti i sensi! Si accorse come prima cosa di poter vedere al buio, si accorse di essere viva e che le ferite non facevano poi così male, si accorse che in fondo si era fatta una bella scopata…poi si accorse di essere forte, molto forte e di volerlo fare ancora ma questa volta a modo suo…

Era ancora notte quando arrivarono in due, arrapati come due maiali in calore e pronunciando oscenità sulla sua coda e sulle sue parti intime;_ le gli sorrise e gli fece cenno di avvicinarsi,__ i due rimasero quasi sorpresi di trovare una donna vogliosa e attraente invece di una schiava impaurita come gli avevano detto… lo trovarono strano, ma non si fecero problemi… Lei chiuse la porta… e spense la torcia con le coperte…loro erano eccitati…si prese le loro anime una alla volta…e squartò i loro corpi… uno alla volta… con i loro stessi coltelli… in silenzio… senza fretta… spinse i resti sotto il letto…_

Ne arrivò un altro ma questa volta si volle divertire… così lo fece arrivare all’apice dell’orgasmo… lo baciò rubandogli l’anima e trafiggendogli nel mentre il cuore con il coltello, questo la riempì di gioia e di qualcosa di più, che non conosceva… poi il corpo fece la stessa fine degli altri…

Arrivò un quarto uomo, senza torcia, lei gli saltò addosso premendo il suo seno contro di lui, sfiorandolo appena con gli artigli…(artigli!?) e avvolgendolo con le sue ali(ali!!??),questo si accorse che qualcosa non andava…
Tarna fu più veloce di lui, con la coda gli immobilizzo il braccio che stava cercando di prendere la spada e con gli artigli gli aprì la gola…_ Uscì dalla stanza camminando e ridendo, lasciandosi alle spalle impronte insanguinate, bruti armati e corazzati scappavano in preda al panico quando la vedevano… fu così che si guadagnò l’uscita dalla Rift Valley… camminando, si inoltro in una foresta, poi perse i sensi._

Nei giorni successivi Tarna si riprese e cercò di cavarsela alla bene meglio, nella foresta di “The tangles”; in quei giorni fece conoscenza con un gruppo di banditi il cuoi intenti non erano poi così spregevoli, erano un gruppo di resistenza il cui unico scopo era quello di difendere la loro parte di foresta dalle forze di invasione di Yuz, erano persone semplici e molo attaccate alla loro terra, lei li convinse a farsi accettare tra di loro e stette con loro per un anno intero; qui affinò le proprie qualità da infiltratore e imparò molti trucchi per non farsi notare; qui mise finalmente a frutto le sue innate doti acrobatiche, diede una grossa mano alla resistenza e si fece molti amici in questa banda.
Nel mentre raccoglieva informazioni sull’identità degli schiavisti che l’avevano portata fino a li e tramava vendetta, non le bastava averne uccisi quattro in quella terribile notte, voleva di più, il suo desiderio di vendetta era insaziabile!
Anni 19: Tarna era ormai nel pieno delle sue forze e si sentiva pronta a spostarsi a Riftcragg per affrontare la feccia della feccia.
Spiegò ai suoi compagni che doveva andare a Riftcragg per vendicarsi di un grande torto subito verso un gruppo di schiavisti che si faceva chiamare “The Charas league” che l’aveva resa schiava qualche tempo addietro, i suoi compagni la avvertirono che sarebbe potuto essere un viaggio senza ritorno: a Riftcragg se pesti i piedi alla persona sbagliata potresti trovarti con mezza città alle calcagna, ma lei ignorò gli avvertimenti e partì.
Arrivata al Riftcragg iniziò a spiare i movimenti della banda e capi che la banda era molto frammentata, veniva tenuta assieme da un gruppo limitato di persone che consisteva in Charas, il leader, ed un piccolo gruppo di guardie del corpo, il resto della banda era spesso assente per andare “a caccia” ovvero catturare schiavi sia nei Bandit Kingdoms sia in nazioni vicine, attraversando il confine per vie segrete.
Tarna era sola e non aveva alleati, ma il suo desiderio di vendetta era più grande del suo istinto di auto-conservazione; dopo un anno passato a progettare un piano per uccidere Charas e il maggior numerò possibile delle sue guardie attuò il suo piano e lo portò a termine uccidendo Charas e ben 6 guardie del corpo nel giro di due giorni.
Per far ciò aveva dovuto fare favori a persone poco raccomandabili per procurarsi informazioni ed equipaggiamento di categoria superiore, come trappole, coltelli, cerbottane, veleno, gas soporiferi, rune accecanti e molti altri oggetti di scarsa reperibilità.
Il suo piano di vendetta non era perfetto ed aveva due falle: la prima era che non aveva fatto i conti con la famiglia di Charas… la “Charas league” era solo una picciola parte di una rete di criminalità organizzata dagli orizzonti molto più grandi; la seconda falla fu appunto che per reperire l’equipaggiamento si era dovuta scoprire eccessivamente e proprio da li le spie della famiglia di Charas risalirono fino a lei.
Scampò per un pelo ad una trappola organizzata per ucciderla e fu costretta alla fuga verso la “Baronia di Urnst”, passò il confine recitando la parte della fanciulla indifesa inseguita da bruti banditi e se la svignò appena possibile.
Anni20: Tarna arriva a Radigast city e non trova più traccia dei suoi genitori, come aveva fatto a Riftcragg inizia spiare tutti gli ambienti con i quali i genitori avevano a che fare: la guardia cittadina e l’administrator circle, intanto si nasconde nella casa abbandonata dei genitori.
Le sue indagini non recano i frutti sperati così inizia a parlare con i conoscenti dei genitori rivelando ad alcuni la sua identità; con sommo disappunto scopre che quando la gente realizza che sta parlando con la figlia di Gwenna fa di tutto per sfuggirgli come se temesse di essere sorpreso a commettere un crimine; a quanto pare Tarna è più famosa di quel che si aspettasse… Durante una notte piovosa un gruppo di guardie cerca di catturarla presso la casa abbandonata dei genitori dove si rifugia, ma viene salvata, da un uomo incappucciato che la aiuta a fuggire creando diversivi e saltando di tetto in tetto.
Lontani dal pericolo l’uomo si presenta come membro della “Corona di ferro” una gilda di ladri di Radigast city, gli dice che la madre di Tarna, Gwenna, faceva segretamente parte della gilda e il suo lavoro all’administrator circle era solo una copertura, sua madre era una spia!Come lei! Inoltre Gilian, il padre, ne era al corrente e occasionalmente aiutava la moglie grazie al suo grado di ufficiale nella guardia cittadina! Tarna fu felice di apprendere tutto questo e questo rafforzò il suo attaccamento verso i genitori adottivi che a quanto pare erano più simili a lei di quanto non si aspettasse, la sua determinazione a trovarli diventò incrollabile; nonostante qualcuno gli avesse suggerito che potessero essere morti, lei sapeva dentro di sé che non era così.
Tarna si unì volentieri alla Corona di ferro e per lei fu un po’ come ritornare a casa, trovò un ambiente dove non era considerata diversa e si fece molti amici, inoltre sembrava che tutti sapessero del suo sangue demoniaco e non avessero alcun problema ad accettarla come membro alla pari; la gilda gli ha offerto una casa e la possibilità di diventare una delle migliori spie in circolazione.

Le sue indagini continuarono e grazie agli informatori della gilda scoprì che due giorni dopo di quello in cui era scappata di casa, erano spariti anche i suoi genitori, parlando con i membri della gilda riuscì a capire che la situazione era molto più complicata di quel che sembrasse, sembra che la loro fuga avesse a che fare con un inquisitore.

Nei mesi successivi Tarna ricevette una soffiata che dagli informatori della gilda sulla venuta in città di un inquisitore con un nutrito seguito di paladini, sembra che il loro obiettivo fosse quello di dare la caccia ad un demone che si annida in città! In qualche modo la notizia del ritorno di di Tarna a Radigast city era giunta fino alle orecchie dell’inquisitore; Tarna era decisa a restare e affrontare a viso aperto l’inquisitore, ma venne convinta dai suoi amici della Corona di ferro ad evitare per il momento qualsiasi contatto con l’inquisitore: gli spiegarono che se ci teneva alla vita avrebbe fatto meglio a fuggire da Radigast City come avevano fatto i suoi genitori; gli dissero che avrebbe dovuto concentrarsi sulla ricerca dei propri parenti e soprattutto sulla ricerca di se stessa; la convinsero che non avrebbe avuto speranza ne contro l’inquisitore ne contro un gruppo di paladini, l’avrebbero scovata ovunque si fosse nascosta in città, avrebbe inoltre messo in pericolo la Corona di ferro.

Con queste informazioni in mano Tarna decise di partire sulle tracce dei suoi parenti, si a quelli veri che quelli adottivi, non aveva la minima idea di dove i suoi passi l’avrebbero condotta, così partì sola, giovane e inesperta verso una meta ignota.
Andò verso Leukish nel ducato di Urnst, poi andò a Greyhawk, dove rimase per due settimane cercando le tracce dei suoi genitori e scoprendo che avevano molti amici a Greyhawk.
In questa grande città il nome di sua madre le aprì molte e porte e le diede accesso a canali di informazioni non convenzionali, tra le gilde di ladri sembrava essere un nome molto conosciuto; tutto dava l’impressione che facesse parte di una rete organizzata di spionaggio della quale Tarna non è riuscita a carpire nessuna informazione certa, nemmeno il nome, dalle sue deduzioni l’accesso a queste informazioni le era precluso siccome sulle sue tracce c’era un inquisitore; la sua permanenza a Greyhawk terminò appunto con l’arrivo di un inquisitore, il suo nome era ………………
Non poteva essere certa che fosse lo stesso che era giunto a Radigast city per darle la caccia, ma il fatto che sia giunto proprio nella locanda dove lei alloggiava per cercare un demone, le fece capire che in qualche maniera l’inquisitore possedeva qualche mezzo magico per rintracciarla, ovunque lei andasse.
Fu costretta a fuggire un’altra volta, verso le montagne dell’ovest dove forse avrebbe potuto trovare risposte sulle sue origini: oltre a cercare informazioni sui suoi genitori si è finta una maga in erba e si è introdotta nell’ambiente degli incantatori per carpire qualche informazione, quando accennava all’argomento demoni molti l’hanno indirizzata verso Schwarzenbruin dove sembra fossero custoditi dei libri che trattano di genealogia dei piani inferiori, forse li avrebbe trovato qualche informazione più precisa sulle sue origini.
Passò per Dyvers e Verbobonk, fermandosi solo per dormire, si sentiva braccata nonostante nessuno la stesse seguendo da vicino, cercò di passare inosservata, e quando arrivò ad Highfolk, si permise di sostare per qualche giorno, si travestì da maga e entrò in biblioteca, si fece aiutare da ignari studiosi mettendo in mostra le sue forme, e scovò degli interessanti libri che parlavano dei piani inferiori e delle varie caste demoniache che vi abitavano, trovò anche dei libri di storia nei quali erano riportati eventi che coinvolgevano demoni; nel giro di una settimana si fece una certa cultura nel campo e quando fu sazia (anzi stufa) di conoscenza decise di ripartire per cercare i luoghi di questi eventi…..

Tarna

Riflessi Mentali Malleus