13 Flamerule

13 Flamerule, the Year of Lightning Storms (1374 DR)

La mattina ci siamo consultati sul da farsi e abbiamo deciso di attraversare il portale e cercare i ragazzi scoparsi, Agorix ha deciso di aspettarci assieme a Sharn per un massimo di tre o quattro giorni, inoltre ci ha avvisato che sarebbe presto tornato dalla sua gente nel Bosco dei satiri. Così abbiamo attraversato il portale e ci siamo ritrovati in una grotta con una bellissima statua della prima Mystra e un laghetto con delle alghe che Lamariel ha identificato come curative; uscendo dalla grotta ho identificato due grandi rune incise su entrambe i lati della scalinata che sembrano essere una sorta di interdizione contro i non morti; usciti dalla grotta ci siamo ritrovati in una enorme e opprimente foresta dall’alito fetido e le ombre infide, il male risiede in agguato tra i sinistri rovi e le fetide nebbie mi tolgono il respiro, sembra che la strada per ritrovare i ragazzi sia più difficile e oscura di quel che pensassi. La struttura dalla quale siamo usciti è un monolito con su scritto in forse tutte le lingue del mondo: “Give thanks to Mystra, that she may protect the Weave” Dopo ci siamo inoltrati in un sentiero nella foresta e ci siamo imbattuti in uno gnomo di nome Tarbash che ci ha fatto uscire dal sentiero sostenendo che fosse pericoloso starvi; ci ha spiegato di trovarci nei pressi di Myth Drannor a nord del mare delle stelle cadute quindi lontanissimi dal Chondath; questa era una leggendaria città fondata da elfi nella quale coabitavano anche umani nani gnomi e molte altre razze, una sorta di utopia dei tempi antichi che decadde a causa di alcuni elfi ribelli; nella zona delle rovine lo gnomo sostiene che sia ancora attivo uno dei leggendari Mythal, mai avrei pensato di poter mirare simili meraviglie del mondo antico nel mio viaggio! Tarbash ci raccontò di come lui e suo cugino Robalend siano dei cercatori che vivono scavando tra le rovine della città cose di valore e rivendendole nei mercati, ci disse anche non lontano si trova una sorta di cittadella che è la base dei cultisti dei draghi e dove si trova anche suo fratello fatto prigioniero come i ragazzi che stiamo cercando; siccome abbiamo gli stessi obbiettivi abbiamo deciso di unire le nostre forze e andare a perlustrare il covo di questi maledetti cultisti. Nel pomeriggio, dopo aver viaggiato per qualche ora Tarbash ci indica un luogo chiamato “Poliandro”, una sorta di cimitero dove vennero seppelliti i defunti combattenti di Myth Drannor in una antica battaglia contro orchi e demoni, al suo interno sorge “La torre delle ossa” Il cui nome calza perfettamente con il suo aspetto sinistro e frastagliato con grottesche sculture di gargoyle che scrutano il terreno; una notevole opera di architettura elfica come non ne avevo mai visto prima, di sicuro i nani che vivevano in questa città leggendaria hanno dato una mano. Tarbash ci indica la torre come centro delle attività dei cultisti e luogo dove ha visto trascinare suo cugino; egli si è rifiutato di venire con noi così abbiamo deciso di tentare un approccio sotto copertura, indossando le mantelline dei cultisti. Io non sarei potuto entrare con questo sistema siccome non vi sono nani nell’ordine(ovviamente i nani non si abbasserebbero mai a tali false fedi) così Qess attraverso uno strano incantamento mi mise in grado di comunicare con lei tramite pensiero in modo da avermi sempre in contatto e potermi chiamare in caso di aiuto; rimasi così ad aspettare acquattato come un ghoul dietro ad una tomba. Poco dopo i pensieri di Qess mi giunsero portando un disperato messaggio di aiuto, qualcosa era andato storto! Mi lanciai allora verso la porta aperta della torre ma come se avvertissi un pericolo fermai la mia corsa e mi avvicinai di soppiatto ad essa; due guardie erano all’interno dell’atrio così attuai un piano per distrarle attirandole fuori con dei rumori e, che Dumathoin sia lodato, mi fusi con la pietra di una tomba vicina alla porta aspettando che loro la oltrepassassero e sgattaiolando dentro appena possibile. Arrivati al piano inferiore guidato dalle strazianti grida di aiuto(penso mentali) di Qess feci irruzione all’interno di una orrenda stanza dove il puzzo di fluidi per imbalsamare i cadaveri stagnava nell’aria e una distesa di cadaveri copriva il suolo, solo Lam non era sdraiato a terra e lo trovai acquattato a quattro zampe e coperto di ferite e ansimante ma vivo, Qess invece giaceva a terra ma subito notati il suo piatto ventre muoversi in modo irregolare e mi apprestati a invocare il potere della terrà per salvarle la vita; sembra che sia arrivato in tempo. Lam aveva lasciato un negromante abbastanza vivo da interrogarlo e quel poco che riuscimmo a tirargli fuori fu che i prigionieri se non erano qui sotto erano all’ultimo piano, sottoposti a torture, legato e imbavagliato lo rendemmo inoffensivo e ci accingemmo ad andarcene ma un gruppo di soldati stava scendendo le scale così ci nascondemmo nello sgabuzzino. In pochi minuti si accorsero che c’era qualcosa che non andava così si misero a perlustrare il piano era questione di tempo prima che ci trovassero; la rabbia mi esplose allora dentro e invocai la forza della montagna per poi calare il mio martello sul malcapitato soldato che apri la porta poi la furia mi pervase e l’unica cosa che mi ricordo è che i nemici cadevano…uno alla volta! Uccise tutte le guardie ci ritrovammo circondati da zombi inebetiti usciti da una porta sprangata che Lam aveva aperto sperando che si rivoltassero contro i padroni; mi guardai intorno ansimando e non vidi Qess, ma voltandomi la vidi entrare nella stanza del negromante, forse si era liberato? Quando entrai vidi Qess che passava da parte a parte con una spada il negromante; subito scaturì una breve discussione sul motivo del suo gesto ignobile ma venimmo subito interrotti da Lam che ci riporto con la mente al presente e ci intimò di proseguire la nostra ricerca. Ci aprimmo la strada a colpi di martello, artigli e lampi di elettricità fino ad una stanza riccamente arredata dove un enorme tasso stava acquattato su un cuscino di seta e ci osservava con fare placido, ma noi avevamo altro da fare, dovevamo salvare un prigioniero dalla tortura! Così ignorammo l’animale e proseguimmo. Arrivati all’ultimo, il tetto, ci ripresentò davanti il capo di questa torre circondate da figure con la gola tagliata e gli abiti inzuppati di sangue, sicuramente zombi rianimati in tutta fretta e una guardia; un altare giaceva Robalend vivo e incatenato. Questo è il famoso …………. Di cui abbiamo sentito pronunciare il nome più volte; con pochi convenevoli ci scagliò addosso tutti i suoi zombi e la sua guardia; la situazione stava precipitando quando ecco che dal parapetto spunta la piccola figura di Tarbash che scaglia una ampolla contente fuoco liquido che bruciacchia …….. e qualche zombi; il suo intervento è bastato a distogliere l’attenzione del negromante da noi e darci quel piccolo vantaggio che ci ha permesso di ribaltare la situazione. Quando ormai eravamo sul punto di mettere le mani addosso a ……. Egli scappò giù dalla torre muovendosi come un ragno attaccato ad una parete (una stregoneria che non ho mai visto), inseguito da Lam che si getto dal parapetto, in quel momento inviai mentalmente una preghiera verso di lui ma in fondo all’animo mi fidavo delle abilità di Lam e non mi preoccupai pensando che sapeva quello che stava facendo. Poi una strana sensazione mi scorse lungo la schiena e vidi Qess che cercava di colpire con una mano la guardia di …….. che, schivando i suoi maldestri tentativi di toccarlo, sicuramente aveva intuito che Qess voleva ucciderlo lanciandogli addosso qualche incantesimo; la implorava di non ucciderlo e quando mi scorse intento ad osservarlo mi chiese aiuto, dicendo che si sarebbe arreso se la avessi fermata. Mi avvicinai allora intimando a Qess di smetterla con una mano sul suo braccio ma lei non i volle sentire! Voleva uccidere!Aveva sete di sangue glie lo si leggeva in faccia! Così mi frapposi tra lei e la guardia che intanto aveva gettato la spada con la paura disegnata sul volto; mi misi in guardia contro Qess e le dissi con decisione che se voleva uccidere quella guardia prima avrebbe dovuto uccidere me! I nostri sguardi si incrociarono e l’atmosfera diventò tesa, nessuno dei due avrebbe ceduto, vedevo la collera dentro di lei ed in quel momento davanti a me c’era una persona che non valeva di più di uno di quei cultisti. Poi le urla di Robalend e Tarbash ci interruppero, gli zombi si erano stranamente ripresi dalla mancanza del negromante e stavano divorando vivo il prigioniero! Con uno sforzo di volontà trattenei la mia collera e la riversai sugli zombi anziché su di Qess. Sventata che questa minaccia mi assicurai che gli gnomi stessero bene poi un fragore proveniente dal basso mi riportò con la mente a Lam e Qess; quando mi voltati aspettandomi di vederla passare a fil di spada la guardia i nostri sguardi si incrociarono nuovamente e vidi nei suo grandi occhi alieni una strana espressione: uno strano misto di pentimento e determinazione; non feci in tempo ad aprire bocca che corse verso il parapetto e vi salì sopra, guardò in basso, si girò un attimo a guardarmi di nuovo poi si getto nel vuoto! Rimasi interdetto e ci misi qualche secondo a reagire, corsi al parapetto e quello che vidi mi fece gelare il sangue; Lam e Qess giacevano stesi sul pavimento coperti di sangue, nel mentre …….. si stava avvicinando con la mazza in mano, gli gridai del vigliacco e di prendersela con me ma continuò il suo lento cammino lanciandomi un occhiata e dicendomi di guardare mentre uccideva i miei compagni inermi, aveva tutto il tempo di pregustarsi il massacro e non sembrava avere fretta Tarbash ebbe più prontezza di me e iniziò a bersagliare ……….. con la balestra imprecando ad ogni colpo io mi ripresi e estrassi un ascia da lancio ma mi accorsi che la distanza era troppa; subito Tarbash attirò la mia attenzione e mi porse un paio di buffe babbucce a punta dicendomi di infilarle in fretta e di camminare sulla parete giù per la torre, lui era salito così…. Senza pensare me le infilai e feci il primo passo sulla parete verticale, funzionavano! Mi misi a correre giù per la torre urlando maledizioni al negromante che senza smentire la sua vigliaccheria appena mi notò scappò a gambe levate nella boscaglia. Arrivato dai miei compagni mi chinai prima su di Lam era ancora vivo e riuscii a stabilizzarlo, poi rivolsi la mia attenzione a Qess, stavo già per infondere le energie curative quando mi accorsi che in suo petto non si muoveva e in suo colorito era bluastro, era morta. Un senso di frustrazione e un profondo rimorso mi attanagliò in cuore e penso di aver versato qualche lacrima pensando alla sua morte, al contrario di Lam dai cui occhi non ne scaturì nemmeno una ma la sua espressione era una maschera di dolore e strazio. Si caricò in braccio il corpo esanime di Qess e si incamminò verso il sentiero seguito in silenzio da me e gli gnomi. Dopo poche decine di metri i sui passi divennero instabili, era troppo stanco e ferito per trasportare un peso, così mi feci carico del fardello; non era pesante ma il suo peso gravava sul mio spirito e mi schiacciava a terra come se fosse un grosso macigno. A quanto pare Qess era una persona diversa da quello che pensavo, la sua mancanza di memoria ha sempre finto da maschera per la sua vera personalità ed è in queste azioni malvagie che la vedo per quello che è; è spietata, forse non avrebbe esitato ad uccidere i suoi compagni se si fossero messi contro di lei, non ha rispetto per la vita. Inoltre quando le ho parlato del perché avesse ucciso a sangue freddo il primo negromante, non capì la mia domanda, come se avesse fatto la cosa più naturale del mondo! Forse la sua mancanza di Pietra ha compromesso la sua vita, avrei voluto capire quale fosse la sua Forma prima che se ne andasse; forse mi sbagliavo su di lei, forse il suo uccidere senza pietà scaturiva da un disprezzo per il culto dei morti più radicato del mio. Ci siamo allontanati quanto basta dal Poliandro e ci siamo fermati nel profondo del bosco a riposare e cercare un riparo anche se al momento non ne vedevo nemmeno uno, Tarbash ha appena finito un lungo resoconto di tutto quello che sa sul culto dei draghi e sembra che sia una vera e propria miniera di informazioni; forse domani farò un resoconto di tutto quello che ha detto… Il corpo di Qess è iniziato a cambiare colore! La sua pelle sta diventando grigio metallo, non ho mai visto nulla di simile! Lam sostiene che sia una qualche forma di capacità razziale che preserva il cadavere dalla decomposizione; questa è la conferma che Qess non è umana e la sua connessione con l’antico impero di Jhaamdath è cosa reale, incredibile, ma non basta per riportarla in vita, forse potrei chiedere l’aiuto di una chiesa umana se riusciamo a raggiungere una città! Detro di me si è riaccesa la speranza di rivedere Qess viva! Comunque Lam non sembra sollevato dall’accaduto e sembra convinto a voler mettere i bastoni tra le ruote al culto dei draghi, ma sinceramente io inizio ad avere qualche dubbio su cosa io stia facendo in questo luogo di morte e perdizione, io sono dell’idea che dovremmo limitarci a salvare gli schiavi e a….. Qess è….risorta….

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