14 Flamerule

14 Flamerule, the Year of Lightning Storms (1374 DR)

Aggiorno il diario di mattina siccome ho molte cose da scrivere. Come dicevo ieri Qess è risorta! Mi era venuto il dubbio che quell’involucro argenteo attorno al suo corpo fosse un bozzolo rigenerativo ma non avrei mai creduto che i miei sospetti si avverassero; sono molto felice che Qess… anzi, Jihh (il suo vero nome) sia viva. Questa mattina Lam e Tarbash sono andati a perlustrare il sentiero verso la grotta dalla quale siamo arrivati qui per cercare di raccogliere un po’ di alghe luminescenti e sfruttare il loro potere curativo per ridarci un po’ di forze; intanto ho avuto il piacere conversare con Qess per un oretta nella quale ci siamo conosciuti meglio, io le ho spiegato chi sono gli Stoneshield e della nostra filosofia della Pietra e della Forma, lei mi è sembrata molto interessata. In cambio anche lei mi ha raccontato grazie alla sua ritrovata memoria delle su e terre natali il Mulhorand e della sua città natale Skuld, una terra molto lontana sia dal Chondath che dalle foreste di Myth Drannor. Mi ha raccontato di come lei fosse una Arpista, un nome che è giunto anche nelle profondità delle montagne del mio clan ma che non sapevo che cosa significasse di preciso fino ad oggi, secondo le parole di Jihh la società degli Arpisti è dedita a promuovere il bene, la legge e a combattere la tirannia, la schiavitù e le organizzazioni malvagie come il Culto del drago con il quale abbiamo ora a che fare; il loro modo di agire però non è mai diretto ma dice che preferiscono muoversi nelle ombre e influenzare la società dall’interno o sabotare e minare le fondamenta dei culti malvagi come stiamo facendo noi ora. Inoltre sembra che gli arpisti siano dediti alla raccolta della conoscenza e della storia in modo che tutti gli eventi passati li possano aiutare per migliorare il mondo e non finire dimenticati in modo che gli errori del passato non vengano commessi una seconda volta. In particolare mi ha raccontato di come lei sia devota ad una divinità della conoscenza di nome …………. Mi ha pero descritto un modo tutto suo di considerare le divinità, la sua non è vera propria fede ma si può chiamare più un profondo interessamento. Abbiamo avuto una interessante discussione sulle nostre differenze di opinioni riguardo alle divinità ma devo ammettere che è stato un piacevole dibattito, mi piace conversare con Jihh siccome la sua sete di conoscenza le permette di avere una grande apertura mentale e devo ammettere che ha aiutato anche me in questo senso. Tornati Lam e Tarbash dalla loro spedizione alla grotta di Mystra; abbiamo deciso sul da farsi e io ho riproposto i miei dubbi sui nostri obiettivi, su quello che siamo venuti a fare qui e quello che ci siamo lasciati alle spalle nel Chondath: Lord Evendur, Agorix, Sharn. In questo senso Lam mi ha in qualche modo aperto gli occhi su ciò che avevo davanti agli occhi e non ho visto fino ad ora: lui è fermamente convito che il suo obbiettivo sia cercare di sabotare i progetti maligni del Culto in qualsiasi modo per un sufficiente numero di motivi. Prima di tutto lui ha un conto in sospeso con chi usurpa un sacro cimitero elfico e per nulla al mondo gli permetterà di proseguire, secondo hanno tentato di uccidere Jihh e questa cosa proprio non gli va giù, terzo sono malvagi e solo per questo motivo vanno fermati, quarto lui non ha nulla da perdere, non ha una patria dove tornare per che è stato cacciato dal suo clan e quindi ha deciso di dedicare la sua vita al bene. Queste parole hanno risvegliato qualcosa di assopito dentro di me e mi hanno fatto comprendere che gli stessi motivi che sostengono Lamariel sono presenti anche in me. Primo Myth Drannor era una città cosmopolita nella quale vivevano anche molti nani per cui presumo che questo cimitero sia anche nanico! Secondo Lam e Jihh sono ormai la mia unica Pietra che mi sia rimasta, e anche a me non va giù che quei bastardi abbiano tentato di portarmi via le uniche persone al mondo che io conosca! Terzo, sono un chierico di Dumathoin, me lo ero forse dimenticato? Non è forse onorare la sua volontà se non fermare un culto malvagio che usurpa tombe e calpesta la memoria di un grande bene quale è stato Myth Drannor?! Quarto, anche io non ho nulla da perdere, il mio clan è stato massacrato dai Duergar e io sono l’ultimo superstite degli Stoneshield, è ora di onorare il buon nome del mio clan e fare vedere a tutti di che scorza siamo fatti noi nani, nel nome di Dumathoin! La mattina inoltrata dopo le nostre discussioni abbiamo deciso di tornare nel Poliandro e, sotto il suggerimento di Tarbash e Robalend cercare di anticipare i cultisti nella loro spietata profanazione di tombe e nella loro ricerca di artefatti per attivare la Fonte di Radiosità. Non avrei mai pensato diventare un profanatore di tombe ma sento che le mie azioni siano supportate da un bene superiore e sento che gli dei della morte sono dalla mia parte. Questo non attenua il fatto che le tombe antiche siano irte di trappole e pericoli mortali che non sanno che io sto profanando la tomba a fin di bene… Arrivati al limitare del Poliandro Lam e Tarbash hanno compiuto un giro di perlustrazione rimanendo nascosti ad occhi indiscreti e hanno individuato molte tombe non ancor profanate, una di queste in particolare portava l’effige del lupo che siccome è il patrono (o protettore, lui dice Totem) di Lam lo interpreta come un segno divino e quindi abbia scelto quella tomba come primo obbiettivo. Sembra che i cultisti abbiano già tentato di entrarvi ma che siano stati scoraggiati dalle potenti trappole magiche al suo interno e abbiano lasciato un irrispettoso segno a gesso con scritto “PERICOLO” sugli stipiti della porta ma hanno imprudentemente lasciato un talismano con una parola d’ordine che abbiamo intuito subito essere una chiave magica per aprire la porta (che non presentava serrature). All’interno della tomba abbiamo avuto a che fare con una serie di rune incise su delle statue di mia conoscenza ma di difficile disattivazione, tanto che sono stato costretto a richiedere il favore e la protezione di Dumathoin per non finire arrostito da lampi di energia! Passati poi ad una stanza con degli arazzi di un condottiero elfico, presumibilmente sepolto qui, siamo scesi ulteriormente fino ad una stanza con sarcofago sigillato da ceralacca che abbiamo innocentemente aperto. Un fiotto di veleno ne è scaturito e ha investito me e Lam, la mia tempra di nano sembra che mi abbia salvato la vita ma Lam ne ha risentito fortemente ed è ora in fin di vita, ha bisogno di cure specifiche, ma solo domani mattina potrò invocare la benevolenza di Dumathoin per aiutarlo. Intanto con le poche forze che gli sono rimaste ha aperto il sarcofago e ha scoperto con disappunto che i resti al suo interno non sembrano affatto quelli di un condottiero elfico. Dopo la triste scoperta abbiamo iniziato a perlustrare tutte le pareti della tomba, e mentre gli altri si davano da fare Lam mi ha pregato di pronunciare una preghiera per il defunto elfo qui presente, che nonostante non sia l’eroe ritratto sugli arazzi è comunque un membro della sua razza al quale abbiamo usurpato la tomba; ho pronunciato la una formula chiamata dai sacerdoti degli Stoneshield chiamata “Preghiera della disgiunzione” con la quale si libera la Forma dalla Pietra e si permette quindi allo spirito di raggiungere la sua nuova Pietra, ovunque essa sia. Una forma simile viene usata per scacciare le anime dei non morti ma si chiama “Preghiera della separazione” e nonostante racchiuda solo qualche parola è immensamente più potente. Nel mentre i due gnomi hanno trovato un passaggio celato nel corridoio delle statue; una volta aperto un fresco aroma di fiori di campo ci giunge al naso e Lam, nonostante i danni del veleno procede all’interno mosso da ispirazione e giunge nella vera e propria sala sepolcrale dove un sarcofago di pietra scolpito come se fosse avvolto dall’edera giace al centro della stanza il cui pavimento ricorda un prato fiorito, nonostante sia anch’esso di pietra, ai quattro lati della stanza erano poggiate sei alte anfore con decorazioni arboree; un opera scultorea del genere toglie veramente il fiato e penso che difficilmente dimenticherò. Con il permesso di Lam abbiamo iniziato ad alzare il pesante coperchio di pietra e grazie all’aiuto di varie leve e della straordinaria forza telecinetica di Jihh siamo riusciti a far ruotare il coperchio senza frantumarlo; al suo interno si trovava il corpo del defunto coperto da un finissimo velo di sta sottile come una ragnatela. Lam ci ha chiesto un attimo per contemplare il cadavere e glie lo abbiamo concesso, ma poco dopo ci ha richiamati vicino a lui per constatare che il corpo del condottiero era stranamente tumefatto e coperto di pustole cancerose. Tutti sanno che gli elfi sono immuni alla maggior parte delle malattie ma sembra proprio che il cadavere in questione sia morto di malattia. Ragionando per qualche minuto però mi sono ricordato che Myth Drannor è caduta sotto un assalto di demoni e per questo si può ipotizzare che la malattia in questione fosse di origine demoniaca, creata ad hoc da qualche demone per deturpare il corpo eterno degli elfi caduti. Sconcertati dall’accaduto abbiamo proseguito comunque permettendo che Jihh sollevasse il cadavere con il pensiero e subito ci siamo accorti che qualcosa non andava, il cadavere iniziò a muoversi con movimenti propri e senza proferir parola i suoi occhi vuoti si aprirono facendomi gelare il sangue nelle vene. Dato le condizioni critiche di Lam e presupponendo che questo spirito fosse potente nella morte quanto lo era in vita ho invitato caldamente tutti a ritirarsi e a richiudere il passaggio alle nostre spalle; subito Lam non sembrava d’accordo con la mia scelta ma gli ho spiegato che nonostante tutto il rispetto che lui provava verso i suoi avi e la sua volontà di distruggere il morto vivente la sua vita era più preziosa e sia per me che per lui che per tutti. Aggiungendo poi che saremmo tornati domani in forze, preparati a fronteggiare un potente non morto e che nel frattempo la tomba sarebbe rimasta chiusa siccome ci saremmo portati dietro la chiave sono riuscito a convincere Lam e a placare la sua ira. Usciti Lam si è allontanato senza dire dove sarebbe andato,e non me la sono sentito di trattenerlo, quindi, nel frattempo ho esaminato la cripta adiacente che sembra essere la tomba di un certo Giudice Rothilion, che dalle magnifiche statue di Lathander Tyr e Oghma che la circondano e i giochi di luci magiche permanenti che la costellano doveva essere una persona molto importante. Sulla porta una serie di rune elfiche disposte a stella mi ha trattenuto dal tentare di aprire al porta ed inoltre sono stato interrotto dall’arrivo di Lam con in mano un arco una faretra e degli schizzi di sangue non suo su una spalla; sembra che questo elfo sia veramente sprezzante del pericolo, nelle sue condizioni un colpo ben assestato avrebbe potuto provocagli una emorragia interna e ucciderlo, ma sembra che la sua determinazione superi il suo buon senso; per la seconda volta nel giro di pochi minuti mi trattenei dal fare un qualsiasi commento anche se credo che lui si sia accorto del mio disappunto. Dopo di ciò decidemmo di ritirarci in una zona relativamente sicura della foresta per permettere a Lam di riposarsi e per prepararci ad affrontare l’orrore della tomba del lupo; nel frattempo mi sono adoperato per incidere una serie di rune ispirandomi al “harbarak-onn”: la “pietra dello scudo”. Questa volta non mi sono allontanato troppo per nascondere il mio segreto, non so neanche io il perché, forse perché la mia Pietra ormai li comprende e non temo più di rivelare il mio segreto, ma comunque ho deciso di non parlarne a nessuno apertamente.

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