Dal 22 Flamerule al 1 Elasias

22 Flamerule, the Year of Lightning Storms (1374 DR)

Abbiamo viaggiato fino a mezzogiorno nelle piatte e grigie lande del Thar quando finalmente abbiamo scorto qualcosa di diverso nel paesaggio: delle antiche rovine, poco più che il contorno delle mura di antichi edifici, forse i resti di un avamposto; addentrandoci ci siamo resi conto di esserci imbattuti non solo in antiche rovine ma anche in un campo di battaglia, decine di cadaveri di orchi e uomini giacevano al suolo in piena fase di decomposizione. Come se le stranezze non fossero abbastanza ci siamo imbattuti in un drago senz’ali! Un’enorme essere con la pelle a scaglie stava banchettando a poche decine di metri da noi ma la nebbia ci ha impedito di scorgere il pericolo e siamo stati assaliti da questo enorme predatore bipede. Le enormi fauci del drago si erano chiuse su Jihh e se non fosse stato per il tempestivo intervento di tutti noi l’avrebbe ingoiata in un sol boccone; ci siamo dati alla fuga riuscendo a distanziarlo con i nostri cavalli. Nonostante lo spiacevole incontro Lamariel è riuscito a scovare una pista: come il solco di un esercito in marcia, portava verso nord ovest e decidemmo di seguirlo per cercare di capire da dove potessero venire questi orchi. La giornata è terminata senza altri intoppi.

23 Flamerule, the Year of Lightning Storms (1374 DR)

Durante la mattinata abbiamo continuato a seguire la pista finche non ci siamo imbattuti in una piccola pattugliai di tre orchi che ci hanno attaccato facendo una brutta fine, purtroppo non siamo riusciti a mantenerne uno in vita in modo che Jihh lo interrogasse. Nonostante ciò abbiamo seguito le tracce della pattuglia stessa fino ad imbatterci in un piccolo accampamento militare di orchi composto da circa una dozzina di elementi più due enormi cinghiali selvaggi grossi il doppio del normale tenuti in due grosse gabbie. Valutando i pro e i contro abbiamo deciso di non rischiare la vita inutilmente e abbiamo continuato a seguire una serie di piste la cui direzione ci faceva proseguire in direzione nord-ovest. Per il resto della giornata non vi sono stati altri avvistamenti.

24 Flamerule, the Year of Lightning Storms (1374 DR)

Le impronte sul terreno continuano ad indicarci la stessa direzione, ma per tutto il giorno non abbiamo scorto alcuna variazione nel territorio, ne rovine ne sentieri ne orchi, in certi momenti quando cala la nebbia sembra di essere fermi mentre il terreno si muove sotto gli zoccoli del cavallo, e quando si alza il velo di nebbia ti sembra di essere nello stesso punto di quando la nebbia era calata. Poco fa abbiamo incontrato un orco, anzi un mezz’orco che non sembrava desideroso di morire come quelli del giorno prima, è venuto da noi dicendo di chiamarsi Haravak e di essere un ranger abituato a viaggiare nel Thar; stranamente non si è rivelato ostile anzi ci ha proposto uno scambio di informazioni; noi gli raccontammo ciò che stavamo cercando e tutto ciò che avevamo visto durante il nostri viaggio e lui in cambio ci rivelò importantissime informazioni: lui già sapeva dove portavano le innumerevoli piste che stavamo seguendo; a Xul Jarak, una antica fortezza in rovina che ora sembra essere diventato il punto di raccolta di tutte le tribù di orchi e ogre del Thar che si stanno lentamente riunendo sotto un unico signore della guerra. Lui non sapeva quale fosse lo scopo di tutti ciò ma posso dire con certezza che non c’è nulla di buono in un enorme esercito di orchi che si accresce giorno dopo giorno. Il mezz’orco si è offerto di guidarci per un breve tratto nella direzione di Xul Jiarak, poi sarebbe andato per la sua strada. Haravak ha avuto almeno il buon denso di non accennare neppure al fatto di poter dormire sotto la protezione dei Shandrilar, un nano e un orco non possono dormire sotto lo stesso tetto!

25 Flamerule, the Year of Lightning Storms (1374 DR)

Nel pomeriggio siamo stati assaliti da quello che subito sembrava un drago ma poi si è rivelato qualcos’altro: la testa sembrava quella di un drago blu ma il resto del corpo sembrava quello di una lucertola con sei zampe, dalla sua bocca scaturivano pericolosi fulmini, ma nonostante la sorpresa del suo attacco e la sua inaspettata velocità siamo rusciti ad abbatterlo senza troppi problemi. Alla fine Jihh ha esaminato il corpo e ha ipotizzato un nome per la strana bestia: Behir, poi ha voluto prendersi un trofeo della preda: denti e scaglie, dicendo che questi ogetti potevano valere molti soldi se si sapeva a chi offrirli; maghi e alchimisti. Dopo l’incontro con il Behir, Haravak ci ha lasciato rivelandoci, prima di lasciarci, di avere intravisto una breccia nelle mura del castello e che se avremmo dovuto entrarvi quello sarebbe probabilmente stata la via migliore. Dopo qualche ora ci accampammo per la notte.

26 Flamerule, the Year of Lightning Storms (1374 DR)

Tutta la mattina e metà del pomeriggio continuammo a seguire la direzione indicataci da Haravak finche non ci imbattemmo in una zona piena zeppa di tumuli, esaminandoli capii che si trattava propriamente di tombe antiche, probabilmente appartenenti alla civiltà degli ogre che un tempo regnava su questo territorio. I tumuli si estendevano per un’area grandissima e fummo costretti ad accamparci tra di essi, i turni di guardia furono spossanti siccome tutti avevano la netta impressione che qualcosa potesse uscire improvvisamente da una tomba.

27 Flamerule, the Year of Lightning Storms (1374 DR)

Mentre ce ne stavamo andando dal luogo dove ci eravamo accampati, ovvero vicino ad una parete quasi verticale di un tumulo, qualcosa si mosse all’interno di esso, ma ci rifiutammo soffermarci e preferimmo andarcene e rimanere ignorati piuttosto che affrontare inutili pericoli; io per primo avrei forse dovuto affrontare la piaga dalla non-morte, ma sarebbe stato inutile, come cercare di rompere una montagna con un solo colpo di scalpello; chissà quante anime irrequiete si aggiravano per questo tetro paesaggio, non sarebbe servito a nulla eliminare uno. Abbiamo proseguito fino per buona parte della mattina finche non abbiamo iniziato a scorgere la sagome tozza e scura della fortezza di Xul Jarak, attorno ad essa molte colonne di fumo indicavano innumerevoli fuochi da campo e la presenza di un grande esercito. Discutendo abbiamo deciso esaminare la situazione prima di agire, così Lam si è offerto come solito di andare in esplorazione, al ritorno ha riferendo che l’informazione del viaggiatore mezz’orco era corretta: c’era effettivamente una breccia nelle mura del castello e la maggior parte dell’esercito era accampato dalla parte opposta dove si torva l’ingresso principale del castello. La nostra migliore possibilità sarebbe stata quella di entrare con il favore delle tenebre ma soprattutto della nebbia sarebbe di sicuro scesa dopo il calar del sole sino ad inghiottire il paesaggio; ormai conosciamo il Thar da contare su questo punto a favore. Ci siamo riposati fino al calar del sole riparandoci da sguardi indiscreti dietro le pendici di una tozza collinetta erbosa; più volte durante il giorno abbiamo scorto gruppi di orchi e di ogre dirigersi verso la fortezza, come se tutti fossero in pellegrinaggio, attirati da una invisibile forza ammaliatrice; in quanto chierico sono ben conscio che tutto ciò non può che essere provocato da un dio, solo una forza così potente può radunare a sé un esercito di orchi e ogre, nessun capo-guerra per quanto possente potrebbe esercitare una attrazione cosi grande e su larga scala. Il sole sta calando e siamo prronti per la partenza; scrivo queste righe mentre ammiro il terrificante spettacolo della nera fortezza di Xul Jarak appoggiata al terreno come un grosso scarafaggio e circondata da un mare di fiamme rosse dalle quale emergono volteggianti miasmi: sembra di stare davanti alle fauci spalancate dell’inferno; una tremenda sensazione mi formicola giù per la schiena.

Prego Moradin perché ci protegga dalle oscure forze che stiamo per accingerci ad affrontare… Prego Gorm Gulthyn, perché ci protegga dai colpi dei nostri avversari… Prego Clangeddin Silverbeard, per ottenere la forza necessaria per infrangere il male. Prego Dumathoin, che ci dona la lucentezza dei suoi tesori… …che essa dissipi l’oscurità che avanza…

Parte seconda scritta il 28 Flamerule

In questo momento faccio fatica anche solo a tenere in equilibrio il calamio nella mia mano… …gli orribili fatti accaduti nella fortezza oscurano i miei pensieri e mi tolgono lucidità… Sono tutti morti! Non sono riuscito a salvarli! Ci hanno scoperto, un drago era a guardia del passaggio e nonostante siamo riusciti ad abbatterlo il suo pungiglione velenoso ha trafitto Jihh riempiendo il suo corpo di veleno letale. Azim ha cercato di darmi il tempo necessario a rianimare Jihh sfidando davanti a tutta l’orda colui che sembrava essere il capo, un enorme orco che impugnava un ascia la cui testa era grande quanto il mio scudo! La sua spada ha saettato più volte ferendo il grande orco ma non sortendo alcun effetto, quei colpi avrebbero potuto tranquillamente mettere fuori gioco un uomo ma la scorza dell’orco era decisamente superiore. In risposta ai colpi di Azim la scura lama calò più volte sul corpo di Azim riducendolo ad una massa sanguinolenta di carne. Un nodo mi prese nuovamente alla gola per poi salire fino alla testa dove esplose in un turbine di furia, il mio istinto era quello di correre incontro all’orco e spaccargli la testa a martellate, ma qualcosa dentro di me mi trattenne; più che dentro fu dietro… Arbarak-onn fece sentire il suo peso e mi rese chiaro quali conseguenze avrebbero avuto le mie azioni: il segreto dei miei avi hanno custodito per secoli e secoli non poteva finire nelle mai dei miei nemici giurati, in questo modo avrei tradito la fiducia che il clan aveva riposto in me e sari stato dannato in un tormento senza fine; non potevo morire, non in quel momento! Il mio destino mi trascinava altrove! Mentre mi riprendevo dalla furia e la cieca rabbia si affievoliva lasciando di nuovo posto alla ragione, scorsi Lamariel che schivava i violenti fendenti del leader orco; dovevo fare qualcosa, mi venne allora in mente il potere concessomi da Thand Harr di controllare il livello delle acque, il cortile era pieno di pozzanghere e avrei potuto scatena e una piccola onda per cercare di far scivolare via Lam e il corpo di Azim verso la breccia. Il piano funzionò e questo mi permise di uscire allo scoperto e infondere energie curative nel povero corpo di Azim, non sapevo se avrebbe funzionato ma valeva la pena di provare… Azim si risvegliò, e io gridai allora di fuggire! Lam si diresse verso l’uscita ma Azim no e rientrò testardamente nella torre, invocando il nome di Jihh. Gli corsi dietro cercando di fermarlo ma già sentivo i pesanti passi del leader orco dietro di me, eravamo in trappola! Lo vidi raccogliere il corpo di Jihh e dirigersi giù per un corridoio, allora cappi che il aveva perso il barlume della ragione, non vi era fuga all’interno del castello! Senza indugiare oltre mi diressi giù per una scala buia e, sicuro di non essere scorto da nessuno fusi il mio corpo con la roccia della fortezza celando così la mia presenza; sarei uscito appena la situazione si fosse calmata. Nella accogliente sicurezza della roccia realizzai che cosa mi era appena accaduto, la mia Pietra si stava nuovamente sgretolando, i miei amici erano morti…. Sono di nuovo un essere incompleto……

28 Flamerule, the Year of Lightning Storms (1374 DR)

Lamariel è vivo, ci siamo incontrati fuori dalla fortezza, mi ha detto che ha tentato invano di recuperar ei corpi dei notri amici… in quel momento un formicolio dietro la testa mi fece ricordare che assieme a me viaggiava il sacro libro di Lathander, e io sapevo che grazie ai suoi poteri avrei potuto riportare in vita i miei amici, nonostante questo fatto la disperazione per gli amici defunti mi aveva fatto completamente dimenticare questa possibilità. Lam lo sapeva, ma nonostante ciò non è riuscito a recuperar ei corpi; questo è diventato ora il nostro obiettivo. Stavo già cercando di progettare un modo per entrare di nuovo, quando Lam interruppe il flusso dei miei discorsi poggiandomi una mano sul braccio, disse: “Dwimbar, non possiamo, quel posto è impenetrabile” Mi spiegò poi ciò che aveva fatto la sera precedente: mi disse che era riuscito ad intrufolarsi nel complesso sotterraneo grazie alla sua abilità di trasformarsi in animale, sotto forma di un corvo è disceso nelle buie profondità di Xul Jarak; sembra che il leader di questo enorme esercito si stesse preparando per celebrare un rituale assieme agli sciamani per consacrare il giorno nel quale lui sarebbe diventato il campione di Grumsh impugnando il suo martello sacro dando il via al grande esercito che avrebbe poi conquistato tutto il Thar e avrebbe soverchiato tutta la zona attorno ad esso; nessuno sarebbe riuscito a fermare un esercito imponente come quello. Inoltre Lam ha trovato i prigionieri che stavamo cercando, ha tentato di farli fuggire ma non vi è riuscito, alcuni dei ragazzi sono morti, forse anche gli altri, questo non è quello che ci aspettavamo ma ciò di sicuro ritarderà il giorno del rituale siccome gli orchi dovranno cercare nuovi rampolli da sacrificale in questo brutale rito. Ora dobbiamo cercare aiuto, sia per i nostri amici, sia per scongiurare questa nuova incombente minaccia; abbiamo deciso di recarci a Glister, la città a Nord del Thar, li portemo cercare aiuto e avvertire tutti dell’esistenza del grande esercito di orchi e della loro intenzione di conquistare tutta la regione nel nome dell’ abominevole Grumsh.

29-30 Flamerule, 1 Elasias the Year of Lightning Storms (1374 DR)

Il gelido abbraccio del thar ci ha accompagnato per due lunghi giorni, ne io ne Lam abbiamo voglia di parlare, forse per il freddo forse per lo sconforto…non so se riuscirò mai a capire come un elfo ragioni, ma vedo in lui un grande dolore, per lui Jihh era qualcosa di più che una semplice amica, e Azim era forse l’unico uomo sulla faccia del mondo che non odiasse. Ma la speranza non è affatto perduta, li riporterò in vita… devo farlo.

Dal 22 Flamerule al 1 Elasias

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