Dwimbar Stoneshield

Maestro di Rune del clan Stoneshield

Description:

Dwimbar è un nano relativamente giovane, lo si può capire (per chi se ne intende di nani) dalla sua barba che arriva solo fino allo stomaco; nono s tante non sia eccessivamente lunga per la media nanica è abbastanza lunga da poter formare due trecce con le parti più esterne di essa che chiuse da due fermagli in argento con incisa sopra l’effige dello scudo, simbolo del suo clan.
Capelli e barba sono biondo castano, la fronte è per così dire “alta”, l’attaccatura dei capelli inizia da metà testa e nonostante ciò i capelli sono lunghi e mossi, di solito sono anche abbastanza curati, d’abitudine li tiene legati con un laccio di cuoio perchè non siano d’intralcio.
Gli occhi sono decisamente blu, il naso è poco pronunciato e le sopracciglia simili a quelle umane (particolarmente poco folte per un nano), la forma del viso è tipicamente quadrata e dati lineamenti poco marcati l’attenzione cade subito sui suoi penetranti occhi che sembra quasi appartenere ad un altra persona, sembrano quasi non sposarsi con il resto del viso; sua madre gli ha sempre detto che è merito della benedizione del tuono che ha donato ai suoi occhi il colore del cobalto.
Incontrandolo per strada si potrebbe tranquillamente pensare che sia un valoroso guerriero nanico dato che è solito viaggiare con addosso una pesante corazza a bande d’acciaio sempre ben pulita e oliata e molte armi, non porta mai l’elmo e non ne possiede uno, indossa spesso guanti di pelle con rinforzi metallici sul dorso sella mano, non usa pantaloni ma una gonnella di stoffa pesante che lo copre fino la ginocchio, indossa stivali pesanti imbottiti e spesso usa mantelli di pelliccia per le stagioni fredde mentre per le stagioni calde predilige mantelli leggeri spesso di colore azzurro.
Quando non è in armatura indossa abiti che variano dal bianco all’azzurro al blu spesso bordati di porpora, tutti hanno ricamato sopra l’effige del martello che è il simbolo di Dumatoin; anche quando non è in tenuta da viaggio e solito portare sempre con se lo zaino e la cintura, con tutto ciò che vi è appeso.
Lo zaino è oggetto di tutte le attenzioni possibili ed è considerato da Dwinbar molto importante, esso è capiente e molto robusto, con vari lacci e stringhe di stoffa per fare in modo che possa reggere ingenti carichi e utilizzare tutto lo spazio libero attorno ad esso. Un alta cintura di cuoio lo accompagna sempre fuori casa e appeso ad essa vi sono una scarsella, un corno da richiamo, un simbolo di Dumatoin in oro e due piccole asce ,utili per molti lavori manuali ma anche per essere scagliate contro il nemico.

Dwimbar è una persona fortemente influenzata del suo passato, il fatto che lui sia presumibilmente l’unico Stoneshield rimasto al mondo ha reso i suoi ricordi più vividi e gli eventi del suo passato per lui più recenti di quanto non lo siano realmente: la vita all’interno del clan, il sacerdozio di Dumatoin, gli insegnamenti del saggio padre e dell’alto sacerdote Gwentaluk, sono spesso per lui dei parametri di confronto più che attuali per rapportarsi con tutte le situazioni nuove con le quali ha a che fare.
Quindi volendo descrivere la sua personalità non possiamo che partire da come era un tempo e da come sta cambiando in questi ultimi tempi accennando a episodi della sua storia.
Dwinbar è sempre stato un nano socievole, ma dentro di sé ha sempre covato molti dubbi e perplessità con le quali non è mai riuscito a far e i conti; i suoi genitori lo hanno sempre criticato accusandolo di mancare di risolutezza, una qualità molto comune all’interno del clan e per questo è stato sempre etichettato come un “buono a nulla” anche se le sue capacità sono sempre state eccellenti ma celate agli occhi di tutti; questo lo ha spinto all’età di 45 anni (la maturità per i nani è 50circa ) ad abbandonare il mestiere di famiglia che era l’arte scultorea, tramandata da generazioni, e ad abbracciare il sacerdozio di Dumatoin.
Dumatoin è il custode dei segreti e delle ricchezze nascoste e questi due aspetti della divinità sono molto affini con il carattere di Dwimbar, questo lo ha aiutato ad imparare agevolmente i dogmi della chiesa e gli ha permesso di raggiungere in breve tempo una posizione di rilievo e la conoscenza delle arcane rune naniche.
Detto ciò i recenti avvenimenti hanno modificato profondamente il suo carattere: le parole del Veggente hanno avuto un effetto esplosivo sulla sua personalità, tutti i conflitti interiori che aveva dentro sono venuti a galla e lo hanno riempito di dubbi e incertezze, ma improvvisamente gli è giunta la risposta, ed è provenuta da dentro di se, la via gli è stata si indicata, ma il cambiamento è giunto dal profondo del suo animo e solo questo senza considerare gli eventi successivi, è stato l’inizio del suo profondo cambiamento.
Gli sconvolgimenti che sono avvenuti in seguito non hanno fatto altro che velocizzare il cambiamento che già iniziato in lui: la lotta per la sopravvivenza ha fatto sorgere in lui una sorta di istinto che sostituisce la sua insicurezza, questo istinto ha anche migliorato notevolmente la sua capacità di combattimento rendendolo un temibile combattente, stabile e inflessibile come la pietra e capace di sfruttare al massimo le sue arti magiche per sconfiggere l’avversario.
La perdita repentina della sua Pietra ha lasciato in lui una profonda ferita e non passa momento nel quale non soffra per la perdita del suo popolo, ma in pochi giorni ha imparato a trasformare il suo dolore nella sua forza: invece che struggersi per la perdita di ciò che è ormai passato, ha fatto tesoro di tutti suoi ricordi e li ha scolpiti permanentemente nella sua Forma in modo da non smettere mai di pensarvi e di riviverli in ogni situazione che gli si presenta davanti; quando affronta una nuova difficoltà e non riesce risolverla, non fa altro che paragonarla con un evento passato simile e di provare a rivivere il passato risolvendo il suo problema nello stesso modo.
Questo lo ha reso una persona con una straordinaria memoria fotografica e indelebile nel tempo, una persona saggia e con un bagaglio d’esperienza più che rispettabile soprattutto se confrontato con un altro nano della sua stessa età (giovane).
Dwinbar è un nano senza Pietra, essa gli è stata strappata, sottratta ma non si è frantumata per colpa dello scultore, questo ha lasciato la volontà di ricominciare da capo un’altra scultura senza gravi conseguenze psicologiche, anzi la scultura che sta ora prendendo forma è scolpita da mani esperte siccome lo scultore ha già una notevole esperienza di vita passata.
Nei giorni della sua fuga(quelli successivi al momento in cui si è allontanato dalla madre e precedenti a quelli nei quali ha incontrato Qess(Jihh), Lamariel e Agorix) Dwimbar era un nano senza Pietra, ma invece di impazzire era stranamente consapevole perché era riuscito ad estraniarsi dal mondo reale e ad avere fisso solo il proprio obbiettivo: sopravvivere, non solo per se stessi ma per il bene di tutto il suo clan, per non far cadere il segreto nelle mani del nemico.
Questo ha fatto sì che la Pietra, è stata momentaneamente sostituita dalla sua Forma; in quei momenti Dwimbar era un essere fatto di pura Forma, per lo meno questo è quello che lui ha realizzato ragionando e meditando su quei momenti; neanche lui è sicuro di cosa sia esattamente successo nei giorni della fuga e ci sono molte cose che non gli risultano chiare come, ad esempio, come abbia fatto a correre senza riposare ne mangiare per ben tre giorni, di come abbia fatto ad attraversale e poi richiudere un antico portale runico sigillato con rune che nemmeno i più vecchi e sapienti custodi delle rune del suo clan avrebbero saputo comandare; non si è ancora dato una spiegazione a questi eventi se non che la Forma abbia preso il posto della Pietra, una cosa forse impossibile se non per un fantasma; forse in realtà è morto in quella fuga forse gli è successo qualcosa di inspiegabile! Ha deciso di non indagare oltre per evitare di impazzire.
Comunque, tornando al presente, la nuova Pietra per la scultura in allestimento è stata trovata nei suoi compagni di viaggio e in tutti quelli che gli sono stati vicini e si sono dimostrati degni del suo rispetto; i primi tempi Dwinbar non aveva capito di essere circondato da un ottima Pietra ma conoscendoli si è reso conto di quanto le loro storie fossero simili ed una sorta di cameratismo è nato all’interno del gruppo.
In pochi giorni Dwinbar si è reso conto che loro erano la sua nuova Pietra, la sua nuova famiglia, era ovvio oltretutto!Era l’unica Pietra disponibile e anche di ottima qualità! E tutto questo proprio nel momento del bisogno, nessuno avrebbe potuto resistere senza Pietra per lunghi periodi senza farne risentire anche la Forma e di conseguenza impazzire, questo era un segno della volontà divina che gli era indubbiamente benevola e non c’è mattina nella quale Dwinbar non ringrazi tutti gli dei del Morndinsamman, per avergli concesso aiuto.
Ogni giorno che passa Dwinbar è più legato alla sua nuova Pietra e con il rafforzarsi di questo legame definisce maggiormente la sua Forma che risorge dalle ceneri della precedente, conservandone quindi in parte l’aspetto ma con notevoli migliorie e perfezionamenti. Per quanto riguarda il suo rapporto con gli altri Dwinbar è il ritratto di un classico Stoneshield: generoso e disponibile con gli amici e diffidente e avaro verso gli estranei; è comunque di sicuro una persona votata al bene e alla giustizia e non tollera la negazione di questi principi: cattiveria e ingiustizia.
Soprattutto nei giorni di Mith Drannor ha reso evidente questa sua tendenza, ignorando anche le sue pulsioni più forti come la diffidenza verso gli estranei e il suo fortissimo senso di sopravvivenza; nonostante i primi dubbi non ha voltato le spalle a tali avvenimenti e li ha contrastato con tutte le sue forze; questo, per esempio, non sarebbe stato possibile per il vecchio Dwinbar, quello prima della grande fuga.
Per quanto riguarda il modo di agire ho gia accennato al fatto che ora Dwimbar è determinato e istintivo, ma rimane comunque un grande pianificatore, prima di agire preferisce avere una conoscenza completa di quello che lo circonda, per lui avere un piano è importantissimo, grazie al suo istinto è capace di agire d’impulso a differenza delle situazioni che gli si presentano e di modificare il suo piano di conseguenza.
Nonostante sia un pianificatore è anche una persona che accetta consigli e critiche senza considerarli affronti al suo orgoglio (come molti nani farebbero)ma rimane comunque una persona orgogliosa; mi spiego meglio con degli esempi: se il suo piano si dimostra un disastro, lui commenta spesso con un: “Beh, può capitare anche ai migliori!” o un “Beh! Nessuno è perfetto”, e non tenta inutilmente di evadere dalle sue colpe ma quando il suo piano va a buon fine, è il primo a dire: “Telo avevo detto che avevo ragione!” e nel suo viso si può percepire una grande soddisfazione; a volte questo atteggiamento risulta un po’ irritate e a volte è causa di litigi.
È anche uno che adora mettere, come si suol dire: “I puntini sulle i”; quando è qualcun altro che ha una strategia e la propone al gruppo non può proprio fare a meno di commentarla, nel bene o nel male e di considerare le sue conseguenze, anche se sono ovvie! Questo potrebbe per esempio irritare una persona risoluta, che non ama sprecare parole e tempo (mi verrebbe da dire Lamariel! : ), e potrebbe fare irritare anche le persone più pazienti!
Parlando ora invece del rapporto che ha con la sua fede possiamo assolutamente dire che Dwimbar non è un missionario! La diffusione della sua fede non è il suo scopo, anzi, è una cosa che non gradisce in generale! Detesta le persone che cercano di convertire la gente ad adorare il proprio dio invece di un altro, maggior ragione se con promesse di prosperità o miglioramento!
Dwinbar, come tutti gli Stoneshield è fermamente convinto che ognuno sia libero di fare le sue scelte e di accettarne le conseguenze; considera un oltraggio alla libertà personale il tentare di inculcare la fede con questi metodi, lui dice spesso: “Ognuno è l’artefice della propria scultura” che per un ascoltatore che conosca un minimo il suo linguaggio metaforico è il riassunto di ciò che è stato appena detto.
Questa tendenza alla libera espressione di se, cala drasticamente quando ha a che fare con la legge: Dwinbar non è di sicuro una persona che ami violare le regole di una città o di uno stato straniero e si premura spesso di conoscere leggi e divieti in vigore per evitare di imbattersi in qualche “incomprensione” con le guardie; in generale però non possiamo dire che sia un amate della legge, odia tutti i prodotti dell’eccessivo attaccamento alle regole come l’eccessiva burocrazia, le leggi proibitive, e soprattutto odia pensare quello che attende chi ha infranto le leggi: la prigione per lui è un abominio, una punizione spesso eccessiva per cose di poco conto.
Questo atteggiamento è dettato probabilmente dalla differenza culturale che lo separa dal mondo di superficie, per esempio, una delle maggiori pene, forse peggiore della morte per lui e la sua gente era l’esilio dal clan; le prigioni esistevano anche nelle fortezze naniche ma nessun nano si sarebbe mai sognato di trovarvi al suo interno un membro del proprio clan, esse servono esclusivamente e temporaneamente per i nemici in guerra o criminali stranieri che non meritino morte e in attesa di giudizio o espulsione; in queste prigioni i prigionieri non vengono maltrattati(di solito) e non patiscono la fame, tutt al contrario per esempio delle malsane e umilianti prigioni umane.
Un usanza che Dwinbar troverebbe giusta per esempio sarebbe la pubblica dichiarazione di colpevolezza nei confronti dell’imputato o la marchiatura a fuoco dei ladri, nei casi più estremi non disprezza neanche la pena di morte ma è totalmente contrario alla facilità e leggerezza con la quale essa si concede in molti paesi; lui pensa che la more sia una scelta legittima dell’imputato che non riesce a sorreggere il peso dei suoi errori e del suo onore spezzato, in questo caso la scelta della morte sarebbe una testimonianza della sua volontà di redimersi davanti alla società a e davanti agli dei, il suo nome non sarebbe più ricordato con disprezzo e risentimento e la sua anima avrebbe libero accesso ai piani superiori; chi muore con delle ferite nell’orgoglio o con dei conti non saldati rischia di rimanere intrappolato in questo piano o di diventare uno spirito malvagio al servizio di divinità altrettanto malvagie; questo è tutto ciò a cui porta la prigionia.
Infine, volendo concludere, possiamo dire che, per Dwinbar, incerte situazioni il fine giustifica i mezzi, facendo degli esempi, non ama uccidere; e detesta essere costretto a farlo, ma lo fa, se non ha altri mezzi di agire a fin di bene; non ucciderebbe mai una persona a sangue freddo per quanto cattiva possa essere (almeno non pensa di poterlo fare) ed è gia successo che si entrato in contrasto con persone amiche inveendo contro la loro spietatezza e li scarso rispetto che hanno per la vita altrui; sarebbe d’accordo nell’introdursi di soppiatto nella casa di un mago che possiede un artefatto capace di salvare un piccolo paese di poche case dalla rovina ma nel farlo non vorrebbe uccidere nessuno e sgriderebbe chiunque tentasse di sottrarre al mago altri oggetti oltre al loro obbiettivo.
Una sola cosa fa eccezione alle cose dette sulla casa del mago! Dwinbar ha una vera e propria attrazione per le gemme! Non resiste al loro richiamo e forse potrebbe, di nascosto, sottrarre qualche anello con rubino se “per caso” se ne trovasse uno vicino!
Questo è dettato dal fatto che per incidere le sue preziose rune ha bisogno di ingenti quantitativi delle gemme più disparate e quindi gradisce averne sempre con se una discreta scorta che come tutti sanno può costare molto denaro.


Nota per il lettore(soprattutto se mi conosce): come nella maggior parte dei casi nei quali si ci cala così fortemente nei panni del personaggio creato, ci si accorge che descrivendolo si è descritti in alcuni punti sé stessi, o per lo meno come noi vorremo essere; chiedo scusa a chiunque, leggendo questa descrizione, pensi che io abbia semplicemente trasferito la mia personalità in quella del mio personaggio, come fanno tipicamente i giocatori neofiti; se ciò accadesse io poteri rispondere che la cosa non era voluta, è semplicemente emersa man mano che mi immedesimavo nel gioco di ruolo.
Ho scritto questa nota siccome, rileggendo il testo, mi sono reso conto che in alcuni punti qualcuno potrebbe farmi questa critica… e io la accetterei…. come farebbe Dwinbar al mio posto!

Bio:
Dwinbar Stoneshield

Estratti dal diario di Dwinbar

Data 1

Manca un solo mese al rituale della “Pietra e della forma”, il consiglio degli “alti anziani” mi ha concesso (forse grazie anche agli sforzi di mio padre Torak) l’accesso ai segreti delle rune antiche; non mi sento ancora pronto per portare questa responsabilità ma il veggente ha parlato e in soli 30 giorni devo riuscire a definire la mia forma in modo da poter ricevere correttamente l’iniziazione, sono preoccupato.

Data 2

Dopo una settimana di devozione a Dumatoin e di profonda meditazione non mi sento affatto preparato e sento che la mia forma non è pronta per ricevere il peso di una runa. Questa sera ne parlerò con mio padre forse sono i suoi consigli quelli che mi mancano; in fondo è sempre stato un grande scultore prima di dedicarsi alla disciplina militare, forse lui saprà modellare la mia forma in quella di un vero custode delle rune.

Data 3(giorno dopo di data2)

Ho parlato con Torak che mi ha concesso il suo aiuto in questione: lui dice che mi sto sbagliando, la mia forma è più che pronta a ricevere il segreto delle rune, devo solo scegliere la pietra giusta per modellare la mia scultura; questo è stato come al solito tutto quello che sono riuscito a scucirgli dalla bocca; mio padre è sempre stato enigmatico ma i suoi consigli si sono sempre rivelati preziosi; non ho capito di preciso cosa volesse dirmi ma sento che le sue parole sono cariche di speranza e di cambiamento.

Data 4
Dopo altri 10 giorni di meditazione accompagnati questa volta dalla lettura di un antico libro di leggende ove si narra della creazione delle rune magiche non mi sento ancora pronto, forse il veggente si è sbagliato, forse non sono in grado di ricevere questa responsabilità, se la mia pietra è sbagliata lo scalpello potrebbe frantumarla deformando irreparabilmente la mia forma. Sto correndo un rischio a voler modellare la forma, mio padre ha ragione.

Data 5
Ieri sera ho ricevuto l’inaspettata visita del Veggente in persona; in pochi hanno l’onore di udire le sue parole fuori da un discorso al pubblico, è un onore poter ricevere le parole del veggente pronunciate per me soltanto. Ella mi disse:”Dwinbar, sei afflitto, sei demoralizzato, ti stai spezzando”, nel mentre il suo sguardo profondo mi penetrava e mi oltrepassava come se stesse scrutando in lontananza. “Non stai dando il giusto peso alle parole pronunciate in tuo favore, il marchio del cambiamento indica la tua strada, sei giovane e devi imparare a trovare i nuovi sentieri che ti possono condurre alle memorie dei nostri patriarchi.”
Io le risposi:”Ho il timore di spezzare la mia pietra, o veggente; non riesco capire come modellare la mia forma su di essa. Mio padre mi ha detto che la mia pietra è sbagliata, come posso fare?”
Il veggente rimase un attimo a fissarmi e un attimo dopo un sorriso quasi materno apparve sul suo volto: “Ahh! Figlio dei figli! Sono orgogliosa di te, hai trovato la giusta strada!”. Rimasi interdetto dalle sue parole e prima che riuscissi a proferire un “Ma…” mi carezzo la testa e con una mano e con l’altra mi porse uno scalpello da pietra.
Questa mattina ho capito! La pietra è sbagliata! Allora è ora di sostituirla!

Data 6(due giorni dopo)
Il laboratorio di mio padre è un santuario di ordine e pulizia; nonostante abbia abbandonato il mestiere molti anni orsono, quotidianamente viene in questo luogo polveroso e sistema qualcosa, aggiusta qualche scaffale rifinisce una scultura che è praticamente perfetta o ridispone gli attrezzi.
La mia strada deve essere come questo luogo: la strada del cambiamento, la strada della perfezione, la strada della ricerca.
Non serve più meditare su come va fatta la scultura ora che è ben definita nella mia anima, bisogna prendere la pietra, lo scalpello il martello e iniziare a lavorare. Ogni colpo deve essere meditato: lo scalpello deve esse saldo, inamovibile, mentre il colpo del martello deve essere potente e ponderato! Il cambiamento va previsto và ideato, va imbrigliato e impresso nella pietra!
Non trovo le parole giuste per descrivere quello che ho provato poco fa, ma ci sono riuscito! In una sola serata! Ho inciso una runa e vi ho impresso la benevolenza di Dumatoin ora la vedo! E perfetta, è carica, è stabile.
Ora mi sento pronto ho trovato la giusta pietra e modellato la forma che da tanto tempo meditavo, come scultore di me stesso posso affermare di aver trovato il giusto modo di operare.
Tra 5 giorni ci sarà il rituale della “Pietra e della forma” e mi sento finalmente pronto.

Data6(due giorni dopo)

Oggi è successa una cosa orribile: un gruppo di minatori che stava seguendo una muova vena di argento che si estendeva molto in basso rispetto al livello della città è stato aggredito dai Duergar che hanno conquistato tutto il livello di miniere.
In città tutti si sanno preparando a difendere la città, mio padre partirà domani per il Bastione di Hammershine che rappresenta il primo punto di difesa orientale prima di arrivare ai confini della città, è un a posizione inespugnabile siccome circondata da formazioni metalliche naturali che sarebbero difficilmente scavabili se non in decine di anni.
In quanto prete di Dumatoin sarei voluto andare assieme a lui ma mi è stato categoricamente vietato dagli “alti anziani” in persona con una motivazione assurda! Devo prepararmi per il rituale della “Pietra e della forma”! Assurdo! Sonao arrivati in Duergar non un branco di gobelin! Sono i nostri nemici giurati, siamo in guerra non c’è tempo per questo!

Data7(il giorno successivo)
Mio padre è in partenza, questa mattina ho provato a convincerlo a farmi venire con lui ma ha categoricamente rifiutato, dice che anzi è stato lui tra gli alti anziani ad insistere maggiormente perchè io rimanessi in città.
Io persi la pazienza e litigai con lui, le sue ultime parole prima di partitre furono:”Sia come padre che come anziano desidero che tu rimanga qui, è per il tuo bene e per il bene di tutti. Fidati di me figliolo”.
Poi mi disse di non preoccuparsi per lui di stare assieme gli altri preti e pregare per lui. In giornata assistei alla sfilata dell’esercito che stava uscendo dalla città accompagnata dai canti di guerra e di benedizione dei preti, ai quali presi parte.
Una strana sensazione mi ottenebra il cuore, la gente per le strade i lavoratori i bambini e anche i preti sembrano avere un’espressione di rassegnazione sul volto, non è la prima volta che il bastione di Hammershine viene attaccato e si è sempre rivelato inespugnabile anche per i Duergar; eppure tutti sono tristi e girano a testa bassa invece di incitare i soldati e acclamare il nome degli Stoneshield. C’è qualcosa di strano, non è normale!

Data 8(il giorno successivo)

Andai all “Altare del profondo” dove i sacerdoti di Dumatoin si riuniscono, li trovai raccolti in riunione e gli chiesi cosa stesse succedendo, perché non erano in città a confortare i demoralizzati e a infondere coraggio nelle nostre genti?
Gwelatuk l’anziano sacerdote entro da una stanza adiacente, mi parlo e mi disse che quello che sta succedendo sotto la città è di poca importanza, i Duergar verrano ricacciati nelle profondità e tutto si sistemerà presto, mi disse di non preoccuparmi e di fidarsi delle decisioni del consiglio, poiché la loro guida è sempre stata giusta ed è grazie alle loro decisioni se gli Stoneshield sono ancora sotto la montagna.
Io gli esposi le mie perplessità e gli parlai del morale del clan che stava scemando, ma lui mi rassicurò dicendo che era normale e che non c’era bisogno del nostro intervento, mi ordino quindi di non occuparmi della faccenda dei Duergar e mi rammentò che oggi ci sarebbe stato il rituale della pietra e della forma.
Me lo ero quasi dimenticato!
Mentre scrivo queste righe i preparativi per il rituale sono in corso, devo riuscire a liberare la mente dagli ultimi avvenimenti e rimanere concentrato sul mio futuro compito, custode delle rune.
Gwentaluk non ha torto, rispetto la saggezza degli anziani.

Data 9 (2 giorni dopo)

Il mio passo è veloce e incerto sto scappando da troppo tempo ormai, devo riposarmi, ma i Duergar sono veloci e sanno come rintracciarmi.

Data 10(il giorno successivo)

Il mio piano è riuscito ho trovato un portale runico antico e sono riuscito neanche io so come a sigillarlo, è stato quasi “istintivo”.
Ora che ho seminato i duergar ho altri problemi, sono in una zona selvaggia, queste antiche caverne naturali sono un posto pericoloso, ogni sorta di creatura si nasconde tra i funghi e i muschi.
Sento l’aria diversa, più leggera, la superficie non è molto distante.
Sono troppo stanco per scrivere stasera…

Data 11(il giorno dopo)

Ho trovato un riparo sicuro e ho finalmente il tempo per riposarmi, ora che sono tranquillo posso scrivere quello che è successo 4 giorni fa “Data 8”.

Ho fatto il rituale della “Pietra e della forma” sono stato eletto inaspettatamente Alto custode delle rune, la carica massima!
Rimasi interdetto ma subito dopo il rituale, che si concluse correttamente secondo le tradizioni, Gwentaluk mi convocò in riunione assieme agli altri sacerdoti di Dumatoin; riporto il nostro dialogo il più fedelmente possibile siccome sono successe molte cose in 4 giorni. Ora scriverò in prima persona siccome questo è forse uno dei discorsi momenti più importanti della mia vita e non voglio perdere nulla di queste parole, scriverle come le ricordo le renderà ancora più indelebili di quello che già sono nella mia memoria.

Appena finito il rituale Gwentaluk mi si avvicinò e mi disse:
“Dwinbar, a nome di tutti i chierici di Dumatoin e del clan degli stoneshield nella sua interezza ti porgo le mie scuse. La verità ti è stata preclusa da tutti secondo la volontà del veggente e della tua famiglia”
Rimasi sgomento: “Cosa stai dicendo?Quale verità?Cosa…”
Gwentaluk mi interruppe con un cenno: “Calmati figliolo! E ascoltami!”.
Si sistemò la barba come per prepararsi ad un lungo discorso: “Sai già che il veggente in persona si è espresso perché tu diventassi custode delle rune no?”.
“Certo” risposi cercando di non usare più parole di quelle necessarie.
“Allora devi sapere che quello che ti è stato rivelato è solo parte della profezia, era imperativo che tu fossi pronto a ricevere il rituale della pietra e della forma e che la tua mente fosse libera da preoccupazioni.
La profezia parlava di peccati dei nostri padri custodi e della punizione che sarebbe arrivata dal profondo, tutto si è avverato: un mese addietro un giovane custode delle rune eletto da pochi anni di nome Turok, ha tradito la sua Forma e la sua Pietra; era in cerca di una conoscenza a lui preclusa: voleva impossessarsi dei segreti di alcune rune create dai Duergar, il motivo del suo gesto non è giunto fino alle nostre orecchie ma sembra che fosse semplicemente avido di potere.
Fatto sta che appena le sue intenzioni sono emerse dai suoi discorsi è stato subito accusato di tradimento e ha ucciso i 4 custodi che lo accusavano attingendo a potenti evocazioni come è tipico dei duergar ed è scappato dalla città dirigendosi nell’Underdark, presumibilmente per non farne più ritorno.
Solo grazie alla incrollabile scorza dell’alto guardiano non è riuscito ad impossessarsi dei nostri segreti; purtroppo dopo lo scontro è deceduto per le gravi ferite subite. La punizione dal profondo non tardò ad arrivare i Duergar emersero dall’underdark guidati dal traditore Turok che aveva stretto chissà quale malefico patto con loro; il resto lo sai gia… Ma veniamo a te!
Il veggente disse: Prima che l’oscurità ci avvolga, un figlio del tuono, scultore delle pietre e benedetto dalle profondità sarà il nuovo portatore dei segreti. Sarà suo compito rimediare agli errori dei propri padri che hanno attirato su di noi la punizione dal profondo.
Lontano dovrà viaggiare per ritrovare i fratelli perduti e ritornare a rivendicare il nostro posto tra le montagne.
Come sai, tu sei l’unico nato sotto la “Benedizione del tuono” nell’ordine di Dumatoin e sei anche un esperto scultore siccome tuo padre ti ha trasmesso l’arte, e noi lo sapevamo! Sei tu il “portatore”!
Il tuo destino è quello di portare con te i segreti del nostro clan per non farli cadere nelle mani dei Duergar, questo è senza dubbio più importante della sopravvivenza del can stesso!
Non possiamo a nessun costo tradire in nostro patto con gli dei…, non un’altra volta! Tu dei partire e portare con te i segreti degli Stoneshield, ora sei stato eletto Custode e in accordo con le tradizioni hai diritto di portare con te i segreti della tua gente.”

Io provai ad oppormi al mio destino dicendo che non avevo il diritto di allontanarmi dalla mia gente mentre veniva massacrata dai crudeli Duergar, ma Gwentaluk fu inflessibile e fece appello al mio senso della tradizione, intimandomi di smettere di pensare solo a me stesso e di fare quello che andava fatto per il bene del mio clan e per amore delle antiche tradizioni. Dopo di che mi consegnò un sacchetto di seta rossa contenete qualcosa di pesante e con una strana forma, era certamente di pietra; lo aprii e osservai tra le mie mani una specie di piramide con incise molte rune su di essa, la osservai e intravidi per un attimo il “peso” di questo oggetto, ero certo che tra le mai avevo il segreto degli Stoneshield.
Non intendo il peso reale, intendo il grande coinvolgimento storico e il “potere” che esso possiede: una sorta di “inerzia” che esso ha ottenuto dalla sua storia e dalla sua grande importanza; non è magia e non ho idea di come io possa intravedere tutto ciò in un oggetto così semplice e di cui oltretutto non conoscevo nemmeno l’esistenza.

Poi, d’improvviso, l’atmosfera tesa nella stanza venne interrotta da una voce di donna; era mia madre.
Era affannata e sfinita, portava con se un pesante zaino e il mio martello.
Entrò nella stanza velocemente e, senza salutare nessuno, mi si avvicino, appoggio martello e zaino, mi abbracciò con affetto e mi disse:”Figlio mio, è ora di partire per il tuo viaggio”, ”Esci dalla porta est prosegui per la Via umida e cerca la superficie dove i Duergar non ti seguiranno”.
Io provai ad interrogarla sul fatto che anche lei sapesse tutto ma mi interruppe subito ficcandomi a forza lo zaino sulle spalle, il martello in mano e dicendo: “Io e tuo padre siamo fieri di te Dwimbare lo saremo sempre; ricordatelo sempre! Corri e non voltarti indietro!Muoviti, pelandrone!”, la sua espressione era quasi irata, ma i suoi occhi lucidi la tradivano ed evidenziavano il forte turbamento che avveniva dentro di lei.
Vedendo che io non accennavo a partire, mi allontano con una leggera spinta come per invitarmi a partire e si coprì il viso con le mani accorgendosi che le stavano scendendo lacrime dagli occhi.
Poi improvvisamente, un boato attraverso la stanza, allorché tutti chierici si misero in movimento spingendomi a forza verso l’uscita.
Uscito dall’Altare del profondo constatai che la città era in subbuglio, l’odore di bruciato era dappertutto e un bagliore rossastro si rifletteva sulle maestose volte del soffitto della città; Hammershine aveva ceduto!
I miei compagni si misero sulla strada rivolti a ovest aspettando il nemico imminente.
Gwentaluk mi intimò di fuggire, dicendo che avrebbe fatto di tutto per darmi del vantaggio ma di ricordarmi che i Duergar sapevano come rintracciare la mia mente e di non fermarmi mai finche non avessi raggiunto la superficie dove non avrebbero potuto seguirmi, poi mi disse una frase che non dimenticherò mai:
“Figlio del profondo! Tu sei la voce del tuo popolo e il portatore dei suoi segreti, sarai l’arma della nostra rinascita!”, il suo sguardo che puntava ad un punto più distante di dove mi trovavo, era identico a quello della veggente qualche giorno prima e sembrava quasi che non avesse pronunciato quelle parole per sua volontà; poi tornando con lo sguardo su di me mi disse “A presto Dwinbar!Mi mancherai molto!”, poi si voltò per fronteggiare il nemico.
Fu così che mi allontanai dalla porta Est attraverso la Via umida e, scappai per tre giorni nei meandri delle montagne, inseguito dai miei nemici.

Dwimbar Stoneshield

Riflessi Mentali Malleus