12Falmerule

12 Flamerule, the Year of Lightning Storms (1374 DR)

Oggi, mentre stavo attraversando una grande caverna con molti sbocchi e segni di utilizzo da parte dei umani o elfi in epoche molto remote mi faccio prendere alla sprovvista da un gruppo di viaggiatori assai curioso: mi si presenta per primo un piccolo elfo dall’aspetto ferale e selvaggio accompagnato da un enorme centauro poi una donna umana completamente nuda, coperta di cicatrici e dagli strani lineamenti e un enorme lupo come non ne ho mai visti fino ad ora, è grande quanto il centauro se non di più. Nonostante la mia diffidenza verso di loro non si sono dimostrati ostili anzi, sono stati particolarmente socievoli; persuaso dai modi insolitamente pratici dell’elfo che si fa chiamare Lamariel ho deciso di offrirmi come guida siccome mi sembrava che non avessero la più pallida idea di dove stessero andando e dopo un paio di domande ho scoperto che anche loro stavano cercando la superficie. Stavamo scappando anche loro come me; un senso di solidarietà sorse nel mio animo e cosi mi unii a loro nella ricerca della superficie; dopo avere tentato vaie uscite che risono rivelate trappole mortali proposi di ritornare da dove loro erano venuti che sembrava effettivamente la via più breve per la superficie, ma capendo che loro non mi avrebbero seguito mi rassegnai a tornare verso le profondità e cercare un’altra via probabilmente più lunga di giorni o settimane! Ci inoltrammo in un tempio di una divinità perduta che Lamariel sostiene sia stata adorata da nemici del suo popolo in tempi ormai lontani; al suo interno troviamo un portale sensibile alla presenza della donna; Lamariel non sembrava convinto di poterlo attraversare e si appartò per un ora abbondate a consultare il suo che lui chiama Totem, mai sentito. Dopo la consultazione decide di attraversare assieme a noi. Emergiamo così in superficie, in un granaio pieno di casse e sacchi; fuori il sole rispende e le campagne sono una sconfinata distesa gialla e ondeggiante, questi spazi aperti e sconfinati mi hanno sempre fatto un po’ impressione ma pare che dopo gli ultimi avvenimenti mi dovrò abituare alla vita di superficie… Esplorando le campagne e chiedendo ad un ragazzino scopriamo di essere, per fortuna, ancora nel Chondath oltretutto vicinissimi all’obiettivo dei miei compagni che sarebbe un certo Lord Evendur Un certo Buckman, che sembra essere il mastro contadino della zona ci accompagna in città e ci propone uno scambio: rintraccerà e ci presenterà a Lord Evendur che al momento non si trova qui se noi in cambio indaghiamo sulla sparizione di quattro ragazzi nelle campagne circostanti.

Nota

Questi umani sembrano essere molto fiduciosi nelle buone intenzioni di sconosciuti! Sembra che la parola d’ordine per ottenere la fiducia di questi contadini sia “Avventuriero”, non ho ben afferrato che cosa significhi, è qualcosa che si avvicina al concetto di mercenario, ma ha in qualche modo una connotazione positiva e ben vista dalla gente, mi sembra di aver capito che l’Avventuriero sia una persona che presta i propri servigi a chiunque sia disposto ad aiutarlo a sua volta, quasi come se fosse un baratto, affascinante! Potrebbe essere il lavoro azzeccato per me! Sento che la mia forma si potrebbe adattare bene su questa nuova Pietra, vale la pena di provare! Avrei potuto tranquillamente congedarmi dai miei compagni fuggitivi ma siccome sono completamente a corto di amici e conoscenze, non avrei speranze di perseguire la mia ricerca senza un minimo di Pietra per sorreggermi ho dei buoni presentimenti per la Pietra che ho trovato e sono curioso di scoprire se la mia Forma sia adatta anche ad un tipo di Pietra così diversa da quelle alle quali sono abituato; decisi così di unirmi al gruppo e di iniziare a considerare amici quelli che fino a poco fa erano dei semplici compagni di viaggio. Dopo esserci rifocillati lavati e riposati per qualche ora nelle stanze che il siniscalco del barone ci ha gentilmente offerto ci mettiamo subito in viaggio in cerca delle tracce dei ragazzi; Lamariel dopo essersi fatto attendere per un oretta (sembra un abitudine!) ci conduce subito su tracce che solo i suoi acuti occhi da elfo possono riconoscere e che conducono ad un sentiero di caccia che i residenti ci dicono passare per una antica rovina che potrebbe essere il nascondiglio dei briganti che probabilmente sono i responsabili dei rapimenti. Lungo la strada ci imbattiamo in un gruppo di guerrieri che sembra avere intenzioni ostili nei nostri confronti, nonostante abbia provato a instaurarvi un dialogo loro hanno attaccato con i loro archi e a quel punto è stata questione di vita o di morte; abbiamo dovuto ucciderli ma ne abbiamo tenuto uno in vita e ho tentato di scucirgli qualche indizio. L’unica cosa che si è lasciato sfuggire è qualche parola a proposito dei suoi padroni che “frantumeranno i troni dei re per dominare il mondo”, o qualcosa del genere… dopo averlo consegnato alle guardie una guardia veterana del palazzo del barone ci rivela di avere identificato il prigioniero come appartenete ad una setta che predica la superiorità dei draghi e che li paragona a dei che dovrebbero dominare il mondo, insomma dei pazzi guerrafondai disposti a compiere atti meschini, quali probabilmente il rapimento di giovani ragazzi, in nome di assurde mire di conquista del mondo. A quel punto sapevamo con chi avevamo a che fare e decidemmo di tornate sulle tracce rinvenute e ispezionare le rovine; scoprimmo che era veramente il nascondiglio di questa setta. Sulla cima di una collina disseminata di pietre troviamo i resti di una costruzione, forse un tempio, distrutto probabilmente centinaia da enormi artigli e altissime temperature che hanno fuso la roccia! È stato decisamente un drago! In un buco nel terreno delle scale portano all’interno delle rovine che Lamariel ispeziona di soppiatto e conferma essere il nascondiglio dei rapitori, decidiamo di fare irruzione anche se Agorix(il centauro) e il lupo non passano per il pertugio. Invocando il potere di Dumathoin assorbo il potere delle rocce e invoco il silenzio delle remote profondità inesplorate facendo in modo che il nostro attacco sia celato dal silenzio e che il suono non giunga alle orecchie di tutti i cultisti contemporaneamente poi io, Lamariel e Qess facciamo irruzione e dopo un’estenuante combattimento al limite delle nostre capacità riusciamo a sconfiggere la maggior parte dei cultisti ma due di loro riescono a sfuggirci attraverso un portale in fondo alle rovine.

Nota

In questa occasione ho avuto l’occasione di osservare le tecniche di combattimento dei mie due compagni, sembrano utilizzare entrambe la forza della mente per ottenere effetti simili a quelli magici, in questo assomigliano ai temibili elfi neri ma sono sicuro che le loro abilità non pregiudichi la loro Forma. Lamariel sembra esprimere la sua natura selvaggia quando affronta un nemico: le sue unghie diventano artigli, le sue pupille diventano fessure e il suo ululato crea terrore e sgomento; tutto al contrario di Qess che sembra quasi ignorare tutto quello che le accade attorno; il suo sguardo si perde nel vuoto e i suoi movimenti diventano più fluidi e armoniosi come se fosse immersa in acqua o qualcosa del genere, in questi momenti in lei si intravede qualcosa di strani, si potrebbe dire “alieno”. Successivamente abbiamo perlustrato le rovine e vi abbiamo trovato un dei 4 ragazzi rapiti, proprio il figlio del siniscalco Mierngras ; inoltre ho scovato un passaggio segreto che sicuramente i cultisti dei draghi non avevano scovato, al suo interno si trovavano scaffali pieni di polverose pergamene e 3 spade gemelle di fattura elfica e dall’aspetto molto antico e sicuramente incantate. Cercando tra gli scritti abbiamo scoperto che erano tutti studi sulla fabbricazione di spade di uno stesso autore un certo ………………………….. mi sono permesso di sottrarre un libro dagli scaffali per poterlo studiare con calma e apprezzare la fine arte della fabbricazione delle armi dal punto di vista di un esperto e antico elfo, un tesoro molto raro. A fine giornata abbiamo spedito Agorix al villaggio con il ragazzo, una volta tornato ci siamo coricati, io nei giacigli dei cultisti, gli altri all’aperto.

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